Dal 1909, maggio lo aspettiamo trepidanti, sperando che le strade dei nostri comuni non siano dissestate per vedere passare il magico Giro d’Italia. La maglia rosa quest’anno la conquista Tadej Pogačar, che ha dominato le 21 tappe del giro, pedalando senza sosta.
A Torino la partenza, a Roma la chiusura, passando per vette altissime, come il monte Lussari, che viene considerata una delle salite più dure in assoluto.
Come nasce il Giro d’Italia?

Il Giro d’Italia è stato ideato da tre giornalisti sportivi nel 1909, ad oggi è considerato il pari del Tour de France e della Vuelta a España, facendolo così figurare fra le tre gare ciclistiche più importanti al mondo.
Un vanto tutto italiano dunque, anche perché nonostante il Tour de France sia considerato il tour più prestigioso a livello di tappe, a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 a seguito delle tante adesioni avute al Giro d’Italia questo fu equiparato a quello francese.
Fatte rare eccezioni, solitamente il Giro si conclude a Milano, sede de “La Gazzetta dello Sport” che sin dall’inizio lo organizza. Inoltre nonostante il Giro si svolga prevalentemente in Italia, può accadere però che ci siano degli sconfinamenti come per San Marino o come per le vicine Francia e Svizzera.
Orgoglio italiano sì, ma anche in tema di vittorie?
Ebbene sì, il primo vincitore fu Luigi Ganna (1909), e detengono il record di vittorie (5 per ognuno) gli italiani Fausto Coppi ed Alfredo Binda, ed il belga Eddy Merckx.
Dunque il Giro d’Italia, è un orgoglio tutto italiano, anche per la tappa cronometro, il cui record è detenuto da Mario Cipollini.
Una corsa a prevalenza maschile, ma per le donne?

Dal 1988 è stato previsto anche il giro donne, dal 2016 chiamato Giro Rosa, che parallelamente al Giro d’Italia si svolge vedendo impegnate le cicliste più importanti al mondo. Anche in questo caso è un orgoglio tutto italiano poiché la prima vincitrice fu Maria Canins, ed il record di vittorie è detenuto da Fabiana Luperini.
E per gli under 30?
Anche gli under 30 fanno il Giro d’Italia, si chiama Giro NextGen, fondato nel 1970, serve a dare la possibilità ai giovani ciclisti di formarsi per poter un domani prendere parte al vero Giro d’Italia e conquistare l’ambitissima maglia rosa con il logo del nostro the preferito, l’Estathe.
Anche se in fatto di maglie, è stata quella dell’82º Giro a restare un ricordo indelebile nei nostri cuori: la maglietta che vide trionfare Marco Pantani.
Qualche altra curiosità? Possiamo dirvi che a differenza del Giro d’Italia e del Giro Rosa, non c’è alcun ciclista italiano che sia riuscito ad assicurarsi la vittoria per più di una volta nel Giro NextGen. Ad oggi l’ultimo vincitore è il norvegese Johannes Staune-Mittet.

Il Giro d’Italia è inserito nell’unione ciclistica internazionale, rendendolo di fatto uno dei giri più prestigiosi al mondo. Noi di YPO siamo felici nel dedicare spazio ad un momento come questo, oltre perché inorgoglisce la nostra Nazione e la nostra Redazione, è un momento di sano sport e condivisione.

