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La moda si fa un po’ politica

Sono numerosi i trend a cui siamo sottoposti continuamente, ma uno di questi sembra essere meno esplicito, quasi latente: il ritorno al passato che ha subito la moda americana sotto l’attuale governo e l’attuale politica. Degli esempi lampanti sono il Red Carpet, tenutosi a Febbraio 2025, e contemporaneamente i BAFTAs o i Grammys, tra raffinatezza, compostezza e altri accenni alla moda anni 50.

Gonnellini e colori neutri

Certi richiami sono evidenti, basti pensare agli abiti indossati da Lupita Nyong’o, Sabrina Carpenter, Ariana Grande o Margot Robbie, che oltre ad essere elegantissimi sono caratterizzati da una sobrietà e classe che risente di un passato nostalgico e idealizzato. Tutto ciò non risulta essere una problematica se osservato come fenomeno in sé, risulta invece interessante quando lo interpretiamo come riflesso dei costumi della società americana.

Moda politica baftas 2025 Margot Robbie red carpet

“Système de la mode” 1967

In questo libro Roland Barthes, uno studioso di semiotica della moda del XX secolo, asserisce che la moda sia indissolubilmente legata al potere, addirittura sostiene che sia un mezzo di cui le autorità si servono per imprimere immagini e ideologie nella cultura di massa. Un settore da sempre considerato solo come pratico e estetico, si carica di nuovi significati. La moda, sostiene Barthes, non è univoca ma è frutto di codici e costumi del contesto culturale in cui è immersa; da questo presupposto non sembra azzardato leggere in chiave morale anche le ultime scelte stilistiche delle grandi case di moda; puramente visive e poco didascaliche.

Moda politica baftas 2025 Sabrina Carpenter red carpet

Quali sono queste corrispondenze?

Trump, ancora una volta lui, ha rafforzato lo spirito nazionalistico dell’America First, incentivando un revival dello stile autoctono, ha ostacolato il raggiungimento del diritto all’aborto restituendo un’ideologia retrò, ha eliminato alcuni programmi di integrazione volti alla diversificazione culturale… insomma tutto questo si riversa nelle arti, in questo caso negli abiti che le più rilevanti celebrità indossano. Sfilano vestiti classici, moderati, con forme rotonde e poco stravaganti accompagnate da acconciature minimaliste, sofisticate, nient’altro che tradizionalismo anacronistico. Un tentativo di omogeneizzazione culturale?

L’anti-tendenza

C’è anche chi si oppone alle limitazioni, rimanendo irriverente e profondamente autentico. Colori e tessuti che rimandano alla libertà ma anche scritte e slogan, stili bizzarri e sicuramente anticonvenzionali.

In definitiva, anche in questi casi c’entra in qualche modo la recente tendenza politica. Gli abiti d’archivio sono senza dubbio capolavori artistici, ma forse rappresentano un altro tempo.

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