Morto un Papa, se ne fa un altro. A dirlo sembra facile, ma quando arriva il momento del toto Papa, e quindi del conclave, le cose si fanno difficili. Le regole complesse, i tanti protagonisti (cardinali e Spirito Santo), le comunque sempre presenti influenze esterne e gli oscuri meccanismi rendono l’elezione del Papa davvero funambolica. Sono impossibili da prevedere (a meno di non essere aiutati dallo Spirito Santo) e molto interessanti da seguire (tanto che ci hanno fatto libri/film). Non disperate però, perché questo articolo prova a chiarirvi un po’ le idee sul Conclave (passato, presente e futuro) e a farvi sembrare intelligenti con gli amici.
Spieghino storico

Per quasi mille anni il Papa è stato esclusivamente il Vescovo di Roma.
Quindi la sua elezione riguardava le nobili famiglie romane, che, senza alcuna regola, si mettevano d’accordo alla bene e meglio. Dopo il 1000 D.C. le cose cambiano, quando il Vescovo di Roma è chiamato ad occuparsi dell’intero mondo cristiano. Dalla fine dell’alto medioevo l’elezione del Papa diviene una roba troppo seria per essere lasciata in balia alle famiglie romane; è necessario insomma darsi una regolata e creare un sistema. “Nascono” quindi i cardinali che sono chiamati ad eleggere il nuovo Papa attraverso un voto segreto, da ripetere fintantoché almeno ⅔ dei cardinali non abbia espresso lo stesso nome. In alcune occasioni la mano dello Spirito Santo si è proprio vista. Basti pensare che, nel 1503, il nuovo Papa, Giulio II, fu eletto dopo solamente 10 ore di conclave. Altre volte però le cose sono andate decisamente per le lunghe.
Passo indietro del palazzinaro
Non sono neppure cominciate le danze, che la quasi sempre noiosa Santa Sede ci ha regalato due spettacolari colpi di scena. Il cardinale Becciu ha fatto un passo indietro e non sarà tra gli elettori. Il palazzinaro del Vaticano, già esautorato da Papa Francesco nel settembre 2020 a causa di una losca vicenda sulla compravendita di un palazzo a Londra, dopo molteplici pressioni ha deciso di lasciar perdere.
Benjamin Button in Vaticano
Chi invece proprio vuole partecipare all’elezione (ad ogni costo) sembra essere il cardinale Ouédraogo. Il Benjamin Button della Chiesa cattolica. Il nostro eroe infatti ogni anno diventa più giovane. Secondo l’annuario Pontificio del 2024, Ouèdraogo sarebbe nato il 25 gennaio 1945, quindi, ad oggi, ultra ottantenne ed impossibilitato a votare (i Cardinali over 80 non possono partecipare al volto). Ma nel 2025 avviene la magia. Infatti per lo stesso annuario Pontificio, aggiornato all’anno corrente, il Cardinale sarebbe nato il 31 dicembre 1945, quindi under 80 ed arruolabile per la votazione del Papa. Pur essendo meno grave del caso Becciu, la storia di Ouédraogo potrebbe essere determinante. Con una quorum così alto (89 voti) e con così tanti Cardinali alle prime armi (ben 108 infatti sono stati nominati da Papa Francesco), ogni voto farà la differenza.
Toto Papa e Conclave: chi è il favorito?
Se siete riusciti ad arrivare a questo punto (e non siete analfabeti funzionali), avrete capito che l’esito di un conclave è prevedibile quanto un terremoto. Nonostante ciò, i vaticanisti hanno stilato una lista di papabili, che i ludopatici hanno riciclato per dare inizio al grande valzer delle scommesse. Avviso rivolto soprattutto a chi ha problemi a gestire il gioco: le quote sono piuttosto interessanti, quindi è il momento di scatenarsi. Il grande favorito, forse pure troppo, è il cardinale italiano, moderato e canonista, Parolin. Per lui una quota molto bassa 2.50/4.00. Il più forte tra i cardinali e uomo di fiducia (anche segretario) di Bergoglio, gode di ampia stima e arriva al conclave con più voti di tutti in tasca. (Malcontati 45).

Il mischione
Dietro il top player, c’è Tagle. Il filippino progressista potrebbe rappresentare la nuova svolta per la Chiesa cattolica, che grazie a lui potrebbe lanciarsi alla conquista dell’immenso mercato asiatico. Quindi l’altro italiano Zuppi, Turkson, per finire poi con gli outsiders come Besungu, Erdo, Pizzaballa, Sarah, Grech e Aveline sempre pericolosissimi. Ricordiamo che Bergoglio all’ultimo conclave non era neppure nella lista dei papabili. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire.

Trump-prezzemolo, lo trovi ovunque
Anche quando si tratta di Papi, di questi tempi, non possiamo non parlare di Trump. Si perché l’eroe che rende sempre frizzanti le nostre giornate, si è espresso anche sul conclave. Con la solita megalomania ha prima affermato che gli piacerebbe fare il Papa (visto come gira il mondo, non me la sento di escluderlo in maniera definitiva). In seguito, in un raro slancio di moderazione, ha detto di non avere particolari preferenze, in quanto sono tutte brave persone. (se lo garantisce lui, chi siamo noi per non credergli) Trump, però, in versione statista moderato è durato meno di un quattordicenne al primo film porno. Infatti dopo alcuni minuti, lo stesso Donald ha detto che Timothy Michael Dolan, l’attuale arcivescovo di New York, lo intriga, e come dargli torto.

Dolan il restauratore
Dolan è tra i membri più conservatori del clero cattolico. Si oppone espressamente all’aborto, ad ogni metodo contraccettivo e alle unioni omosessuali. Ha contribuito alla Manhattan declaration e al Project 2025. Se Dolan dovesse farcela, allora allacciamo le cinture. Perché il duo Trump-Dolan sarebbe capace di sconvolgere completamente il nostro mondo.
In ogni caso il prossimo Papa, chiunque esso sia, dovrà affrontare alcune sfide delicate. Dovrà rendere la Chiesa nuovamente attrattiva ed evitare la bancarotta, senza spaccare il clero, già diviso tra riformisti e conservatori. La congregazione generale è terminata (una sorta di incontri preliminari) ed ora è tutto pronto. Lo show comincerà il 7 maggio, ed il primo a raggiungere quota 89 sarà il nuovo capo della Chiesa cattolica. Siamo sicuri che ci sarà da divertirsi.

