È successo di nuovo: il Napoli è Campione in Italia per l’anno 2024/2025. Una vittoria attesa a lungo che però fa riflettere sul fenomeno di strumentalizzare lo scudetto: ecco i danni dei media all’immagine della città.
Perché si sa, qualsiasi cosa riguardi la città di Napoli e i napoletani trova sempre un modo per fare scandalo.
“Notte bianca” per i giocatori del Cagliari
La vigilia della finalissima per lo scudetto ha visto protagonisti di tutti i reels dei giornali d’Italia i centinaia di motorini fatti sfilare nei pressi dell’hotel del Cagliari.
L’ipotesi sostenuta dai giornali è stata quella di un tentativo di “sabotare” la squadra avversaria con la privazione del sonno. Questa affermazione non è stata mai condivisa dagli Ultrà della squadra di casa. Infatti, le manifestazioni intimidatorie verso la squadra ospitante avversaria sono note dall’alba dei tempi delle federazioni calcistiche e adottate da ogni tipo di Ultrà.
Davide Nicola, allenatore del Cagliari calcio ha affermato a tal proposito « Fa parte del gioco, credo che sia anche la parte bella dell’essere avversari. C’è questo tipo di clima per dare fastidio o per indirizzare e far sentire la presenza ». E ancora Michel Adopo, centrocampista del Cagliari, ha dichiarato « C’era un bel casino ma sono abituato perché succede ogni volta che veniamo qua. All’inizio dava un po’ fastidio ma poi abbiamo dormito bene tutti ».
Un atteggiamento che sembra non aver disturbato nessuno alla vigilia della più importante partita della stagione. Ciò nonostante, la tifoseria napoletana è stata messa in cattiva luce dai media, accusata di “giocare sporco”. Infatti negli articoli non si è mai fatta specifica menzione agli Ultrà, autori del gesto, ma la paternità è stata estesa a tutti i tifosi in città.
Napoletano che passa, rifiuto che resta
Nonostante la prevista affluenza di circa 70mila persone al maxi schermo di Piazza Plebiscito e il sold out dello Stadio Maradona, gli organizzatori non hanno installato nei luoghi predisposti punti per il collezionamento dei rifiuti.
Infatti, già all’inizio della partita passeggiando per Via Toledo fino ad arrivare a Piazza Trieste e Trento i cestini erano insufficienti e tutti colmi fino all’orlo. Ciò nonostante, il comune non ha previsto di inserire ulteriori cestini né di svuotare quelli preesistenti, generando una situazione in cui i rifiuti prodotti da 70mila persone non hanno trovato uno spazio di raccolta adeguato, finendo per terra perché i cestini erano tutti pieni fino all’orlo.
Inoltre, la produzione di rifiuti, specialmente in un evento cittadino di così ampia portata, non esenta nessuna città al mondo. Ciò che le differenzia è il modo in cui il comune gestisce la raccolta e lo smaltimento: se il comune non ha organizzato preventivamente né installato mezzi sufficienti per coprire l’area dei festeggiamenti, la colpa è davvero tutta dei tifosi?
Monumenti storici: danneggiati o non adeguatamente protetti?
Anche le foto della ringhiera di Piazza Trieste e Trento hanno fatto il giro del web. Ciò ha scatenato l’indignazione degli utenti e commenti razzisti velatamente nascosti sotto l’accusa di inciviltà estesa a tutta la città.
Nonostante la celebre fontana del carciofo fosse protetta da una barricata in metallo, i video e le testimonianze di ieri sera mostrano che ad un certo punto della serata i tifosi sono riusciti comunque a salire sul monumento storico causando danni ingiustificabili.

I media hanno ancora una volta concentrato il focus sull’atteggiamento, sicuramente sbagliato e incivile, dei tifosi Ultrà. Ma perché le forze di polizia e protezione civile dispiegate sul territorio non sono intervenute a tutela del monumento? Tra l’altro, venendo anche meno al ruolo per cui erano state pagate?
Sarà forse che a Napoli, purtroppo, davanti ad atteggiamenti di sopraffazione i cittadini sono abbandonati a sé stessi e non possono contare sulle istituzioni per salvaguardare la propria sicurezza e quella dei loro monumenti?
Dopo Roccaraso: i danni all’immagine della città continuano
Sta di fatto che, come un più amplificato “Fenomeno Roccaraso” i giornali trasformano tutto ciò che Napoli tocca come qualcosa di rozzo e incivile. Non viene posto l’accento sui servizi offerti ai cittadini e molto di più sulla generalizzazione dei comportamenti criminali da parte di alcuni singoli soggetti.
Non è la prima volta che i festeggiamenti a Napoli vengono utilizzati come modalità per generare engagement sulle piattaforme ed hate speech sui social, e forse sarebbe il caso che le testate iniziassero a prendersi le loro responsabilità in termini di comunicazione delle notizie.
Diventa necessario prendere una chiara posizione sulle scelte narrative che si fanno, perché strumentalizzare i festeggiamenti per lo scudetto genera seri danni da parte dei media all’immagine della città

