Nicusor Dan, vince le elezioni ed è il nuovo Presidente della Romania, finalmente. Sono mesi che seguiamo questa storia e di certo non potevamo esimerci dal raccontarvi l’atto finale del thriller politico più coinvolgente degli ultimi mesi che, dopo risultati contestati, esclusione di un candidato, annullamento delle elezioni e presunte interferenze russe, alla fine ci ha regalato un ultimo colpo di scena.
Il secondo turno delle presidenziali, tenutosi domenica 18-05, ha smentito ancora una volta tutte le previsioni. (A questo punto qualche domanda sui sondaggisti rumeni dovremmo farcela). Il vendicatore di Georgescu, Simion, partiva con un vantaggio considerevole. L’hooligan della destra rumena aveva quasi doppiato il suo sfidante al primo turno, tenutosi solo 2 settimane prima. Dan, invece, sembrava essere condannato ad una sicura ed umiliante sconfitta. Contro ogni ragionevole aspettativa, Dan è riuscito a superare Simion e a diventare il nuovo presidente della Romania.

Gran parte del merito di questa vittoria spetta a Nicusor Dan. Il sindaco di Bucarest, presentatosi come candidato anti sistema, è stato capace di mobilitare una fetta significativa dell’elettorato. Da candidato indipendente, è riuscito a portare dalla sua parte tutti i delusi dai partiti politici tradizionali rumeni. Inoltre, sostenendo un programma diametralmente opposto a quello di Simion (cosa questa a dire il vero non difficile, viste le idee di Simion), ha catturato i voti degli elettori spaventati dai modi e dalle parole di Simion. Da ciò è derivata la mobilitazione di massa dell’elettorato rumeno al ballottaggio di domenica. Rispetto infatti al primo turno , l’atto finale delle presidenziali ha fatto registrare un’affluenza decisamente maggiore. Oltre 11 milioni di rumeni sono andati alle urne, rispetto ai 9 milioni del primo turno.
Le elezioni in Romania viste da Bruxelles
La vittoria di Dan, ma soprattutto la sconfitta di Simion, fa tirare un grosso sospiro di sollievo ad Ursula Von Der Leyen & Co. Infatti l’affermazione di un antieuropeista autoritario come Simion (sto andando per eufemismi) avrebbe potuto rafforzare il premier ungherese Orban, che non si lascia scappare nessuna occasione per mettere in crisi la già di per s’è fragile Ue. Inoltre avrebbe spalancato le porte di Bruxelles ad un altro cavallo di Troia di Putin. Quindi almeno questa ce la siamo scansata. In ogni caso tra la guerra in Ucraina, i dazi di Trump ed i “soliti” problemi di bilancio le occasioni per litigare non mancano. Ma non è questo il momento di pensare a tutte le cose che potrebbero/andranno male. In Romania ha vinto Ue, quindi, almeno per oggi, va benissimo così.


