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Come non bisogna sfuggire al referendum

L’8 e il 9 giugno gli italiani sono chiamati ad esercitare il proprio diritto di voto al referendum del lavoro e della cittadinanza. Almeno così dovrebbe essere in teoria, ma la realtà è ben diversa: la prima a non rispettare i propri impegni di cittadina è la nostra cara premier. La Meloni, infatti, ha pensato di presentarsi al seggio, ma di non ritirare la scheda. Cosa significa questo gesto – apparentemente insensato – della Giorgia nazionale?

Un gesto che vale più di mille parole

Mentre Ignazio La Russa, ormai già da qualche settimana, ha dichiarato che avrebbe fatto propaganda affinché la gente non andasse a votare, Giorgia Meloni ha elaborato una vera e propria tattica che ha scatenato l’ira funesta di molti: la premier ha sceltola strada dell’astensionismo attivo, per cui risulterà non votante e contribuirà al non raggiungimento del quorum.

In poche parole, la scelta di andare al seggio senza ritirare la scheda è una trovata bella e buona per pararsi il fondoschiena.

L’importanza di andare a votare

Nonostante due cariche importanti dello Stato vogliano farci credere il contrario, andare a votare (e ritirare la scheda) è un dovere di ognuno di noi, una responsabilità a cui non dobbiamo sottrarci. A ricordarcelo è la madre di Patrizio Spasiano, il diciannovenne morto lo scorso gennaio a causa di una fuga di ammoniaca nella fabbrica dove lavorava:

”Andate a votare per i vostri figli e per i vostri nipoti. Patrizio era uno di loro. Fatelo per il loro futuro”

Tra i quesiti referendari, infatti, vi è il quarto che chiede di estendere la responsabilità, in caso di infortunio sul lavoro, non solo all’azienda che esegue l’appalto ma anche all’azienda committente. Ed è ciò che sostiene la mamma del giovane ragazzo, che affida il suo grido di dolore a tutti noi.

“Nel caso di mio figlio hanno colpe tutte e due le ditte, chi l’ha portato, chi l’ha fatto entrare e chi ha permesso che mio figlio di 19 anni morisse in quel modo”

Votare può fare la differenza

Lamentarsi perché le cose non cambiano non ha senso se poi, quando si ha il modo di agire, si decide di non farlo. I cinque quesiti del referendum vertono su due temi importanti come il lavoro e la cittadinanza: si parla, come ha scritto Ghali, di cosa vuol dire far parte di un paese e tirarsi indietro non è di certo da cittadini responsabili. Il diritto al voto è il frutto di anni di lotte e manifestazioni: esercitalo anche in questo referendum!

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