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Elezioni presidenziali in Romania, di nuovo

Alcuni mesi fa parlammo della storiaccia delle elezioni presidenziali in Romania annullate, a causa di presunte interferenze russe. Per evitare facili entusiasmi, vi diciamo subito che non siamo qui per parlarvi delle celebri interferenze russe su Tik Tok. Non ne sappiamo nulla (e siamo in buona compagnia). In verità scriviamo delle elezioni in Romania perché alla fine, domenica scorsa, si è votato di nuovo. Spoiler: i nomi sono diversi ma il risultato è lo stesso.

Risultati elezioni Romania. Da YouTrend

Come ampiamente previsto, nessuno ha vinto al primo turno. Quindi il 18 maggio ci sarà il ballottaggio tra i due più votati cioè Simon e Dan. Nicusor Dan è l’attuale sindaco di Bucarest; è un liberale e si è candidato da indipendente. Il popolare sindaco di Bucarest dovrà vedersela con Simon; ed ora le cose si fanno interessanti.

Ancora la Russia sulle elezioni in Romania

George Simon infatti è praticamente il sostituto della ormai nostra vecchia conoscenza Georgescu, ed i loro cammini si sono incrociati varie volte negli ultimi mesi. Simon, fondatore e leader del partito di estrema destra Alleanza per l’unità dei Romeni (AUR), era dato come grande favorito già alle elezioni dello scorso novembre (quelle annullate dalla Corte Costituzionale). La rimonta incredibile di Georgescu, però, aveva sottratto a Simion una grossa parte dell’elettorato di destra. Quindi AUR e Simion avevano ottenuto un risultato molto modesto.

“E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”. Questo verso del poeta Venditti sintetizza splendidamente gli ultimi mesi di Simion. Infatti dall’annullamento delle elezioni di novembre, le cose per lui hanno preso una piega molto diversa. L’esclusione di Georgescu ha costretto l’estrema destra a virare su Simion. Lo stesso Georgescu (a cui è stato promesso un posto rilevante nel governo) ha apertamente appoggiato Simion, e alla fine è arrivato anche l’immancabile appoggio di Trump. Il giovane rampollo della destra rumena allora ha avuto la strada nuovamente spianata, e alle elezioni di domenica è risultato essere il candidato più votato.

Georgescu e Simion nel seggio elettorale

Simion Chi?

Simion ha 38 anni, si distingue per il forte temperamento ed i modi piuttosto spicci, una specie di Trump rumeno. La sua vita pubblica comincia nella curva dello Stadio di Focsani, dove, grazie alle sue spiccate doti politiche, fonda due formazioni di hooligan. Nel 2019 la svolta: fonda il partito di ultra destra AUR, e forgia il suo motto “famiglia, nazione, fede e libertà (sono certo che queste parole vi ricordano qualcuno).

Simon rispecchia lo stereotipo del perfetto esponente di destra, che ormai abbiamo imparato a riconoscere: ultranazionalista, xenofobo e euroscettico, a cui si aggiunge la “classica” sfumatura locale: l’ideologia unionista. Simion infatti è favorevole all’unificazione tra Romania e Moldavia ed all’annessione di alcuni territori ucraini. Per questo motivo non è ben voluto sia in Moldavia che in Ucraina, tant’è che gli è stato vietato di entrare nei due paesi. Come se non bastasse alcuni suoi deputati hanno negato l’Olocausto e dichiarato eroi alcuni legionari fascisti che hanno combattuto il comunismo.

In ogni caso lui si sta impegnando molto per smussare le sue posizioni più estreme. Non parla più di annessione della Moldavia o di parte dell’Ucraina, ma sostiene di voler difendere la minoranza rumena presente in quei territori (anche questa cosa dovrebbe ricordarvi qualcuno). Inoltre si sta sforzando di abbandonare le sue posizioni antisemite e filo russe. I risultati però, almeno fino ad ora, sono piuttosto scadenti.

Elezione finale in Romania

Sulla sinistra Simion, sulla destra Dan

Insomma anche in Romania si ripropone l’eterna sfida tra il bene e il male. Da un lato l’europeista e socialista Dan, appoggiato dalle forze liberali. Dall’altro Simion, l’ultra nazionalista, autoritario, filo russo. Il 18 maggio l’atto finale di una saga più interessante di Star Wars.

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