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Iscriversi all’università in età adulta è davvero una lotta contro il tempo? 

Nella società odierna siamo abituati a correre e a noi giovani sembra di non riuscire mai a starne al passo, soprattutto quando si tratta di università. Abbiamo intervistato Greta, conosciuta come Greis su YouTube, che ha deciso di iniziare psicologia a 30 anni.

Greis su youtube
Lei è Greis :)

Com’è iscriversi all’università?

«In realtà ho già una precedente esperienza universitaria, sono laureata in economia all’indirizzo di marketing. Ho frequentato la vecchia scuola di ragioneria: in seguito ho fatto la triennale in Bicocca e la magistrale in Cattolica. Decidere di fare economia è stata una scelta automatica, più razionale».

In uno dei tuoi video hai detto che la scelta di studiare psicologia è legata ai bambini e alla tua manager Sara. Come hanno influenzato la tua scelta?

«Sara era la mia manager in Belgio: mi disse che era un ambiente molto competitivo e che avrei potuto sfruttare la mia laurea in un luogo dove si aiutano direttamente le persone e direi che su questo ci ha visto lungo. Nel 2021, invece, mancavano molti insegnanti, che spesso si ammalavano. Così ho iniziato la mia avventura a scuola con i bambini, dai quali ho imparato molto: a loro serviva una figura di riferimento». 

Per iniziare l’università, soprattutto in età adulta, ci vuole coraggio ma anche passione…

«Più che coraggio è rendersi conto che è una scelta che implica conseguenze. A me ha fatto scattare il pensiero che potessi svegliarmi la mattina ed essere insoddisfatta e quindi, ho avuto il coraggio di mettermi al primo posto».

Ci sono preoccupazioni anche di tipo relazionale, non legate agli esami. Cosa ne pensi? 

«Io all’inizio ero molto terrorizzata, tuttavia gli altri mi dicevano che avrei trovato delle persone con cui legare: infatti mi sono inserita in un gruppo di ragazze molto mature con cui mi trovo bene. Le relazioni costituiscono l’80% dell’università, dopo 10 minuti ti puoi anche dimenticare le cose che hai detto ad un esame, mentre ciò che ti resta sono le lezioni e le sessioni di studio fatte insieme».

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare l’università in età adulta? 

«Direi di mettere sé stessi davanti, vorrei trasmettere questo coraggio. Come banalmente si inizia uno sport per sentirsi bene, lo stesso discorso vale per l’università: se è il vostro desiderio, ascoltatevi».

Pensi che le paure che si possono provare siano infondate o c’è un fondo di verità?

«Penso che spesso abbiamo paura perché temiamo di non poter soddisfare le pretese della società, ma soprattutto abbiamo paura di commettere degli errori. Le cose si fanno quando ci si sente pronti: infatti non penso che mi sarei approcciata così alla psicologia a 20 anni, quindi sono nel mio tempo».

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