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La Chiesa parla alle università?

Il 21 aprile 2025 è venuto a mancare Papa Francesco, all’anagrafe Jorge Mario Bergoglio. Rivoluzionario della chiesa per come la conoscevamo, si è distinto per le sue posizioni di apertura ma soprattutto di contrarietà nei confronti dei privilegi che avevano, da sempre, segnato la chiesa cattolica. Papa Francesco ha spesso parlato al mondo delle università, delle scuole, ma più in generale delle ragazze e dei ragazzi, ai giovani universitari ha parlato spesso di “pensiero critico”, di responsabilità sociale, di sostenibilità ambientale e di pace.

Ha lanciato il Patto Educativo Globale, che coinvolge università, scuole e comunità religiose per costruire insieme un nuovo modo di educare: più solidale, umano, universale. Insomma, Francesco ha spinto verso una Chiesa capace di stare dentro le contraddizioni del mondo e non fuori. Il suo messaggio è piaciuto a molti giovani, anche non credenti, proprio perché è meno predicatore e più “compagno di strada”.

L’8 maggio 2025 è stato eletto Papa Leone XIV. Robert Francis Prevost, americano, si è spesso espresso nei confronti del mondo universitario, considerando queste come il luogo formativo delle persone. Con uno sguardo profondo ma critico, ha sempre sottolineato quanto l’educazione intesa come istruzione, sia un atto di giustizia ed un’opera di misericordia. Secondo Papa Leone inoltre, le università non devono limitarsi ad indottrinare gli studenti, ma devono formare le coscienze e lo spirito critico. 

Uno sguardo al passato… 

Per secoli, le università europee sono state praticamente “figlie” della Chiesa: nate tra abbazie, conventi e cattedrali, le prime istituzioni accademiche erano gestite da religiosi e il sapere girava attorno alla teologia. Oggi il contesto è completamente diverso: le università sono autonome, laiche e sempre più interdisciplinari. In passato, alcuni Papi, come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, hanno provato a difendere l’identità cattolica nelle università, ma è con Papa Francesco che si è avuto un cambio di passo. Infatti Papa Bergoglio, ha parlato direttamente ai giovani, definendoli “sognatori concreti”, ed invitando loro a non accontentarsi del voto ma a provare, per quanto possibile, di cambiare il mondo. 

Studenti e Associazioni cattoliche

Nel concreto, però, la presenza della chiesa all’interno delle università è palpabile attraverso le associazioni studentesche cattoliche. Realtà come la FUCI, la CLU, e la Pastorale universitaria, riescono ad organizzare attività di convegnistica, viaggi e dibattiti su vari temi, sempre concentrandosi però sul mondo ecclesiale. In molte città, queste realtà fungono da veri e propri centri culturali, aperti a tutti ovviamente, credenti e non. 

Le critiche

Non mancano di certo le critiche a queste realtà, molto studenti infatti, vedono queste presenze come troppo conservative, specie su temi sensibili come diritti civili, aborto, identità di genere. 

Oggi, nelle università cattoliche e non, qual è la situazione? 

Questo tema risulta essere molto variegato, nelle grandi università statali ad esempio, il mondo cattolico riesce a ritagliarsi degli spazi concentrandosi soprattutto su temi come volontariato, ecologia, ma comunque non ha una presenza dominante. Nelle università cattoliche invece è diverso, come la Cattolica di Milano o la Lumsa, dove il dialogo ed il rapporto fra Fede e cultura risulta essere maggiormente strutturato. Nonostante ciò, vi sono studenti che non si definiscono affatto religiosi. 

Quindi, volendo concludere, il rapporto fra chiesa ed Università risulta essere ancora in costante evoluzione. Non è medievale parlare di chiesa e fede all’interno delle università, ma è un modo per capire, analizzare, come convivono determinati mondi, rapporti, con la fede. Volendo citare Papa Francesco: “l’università non deve formare solo teste ben fatte, ma cuori capaci di sognare”.

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