Max Verstappen, Red Bull, vince il Gp di F1 d’Italia. Dietro di lui le due McLaren di Norris e Piastri. Leclerc, solo e mesto, chiude al 4 posto. Durante i primissimi giri la gara è stata davvero spettacolare. Sembrava il fight club in salsa brianzola. I duelli si sprecavano, con la regia che (come al solito) faceva fatica a seguire tutti gli eventi. Passata la sfuriata iniziale, la situazione si è piuttosto cristallizzata, soprattutto davanti, anche a causa della scelta, piuttosto inspiegabile, di Pirelli di non portare le gomme più morbide (C6). Dato che già lo scorso anno la strategia vincente fu quella ad una sosta, quest’anno si poteva osare. Ma vabbè, le scelte della Fia e di Pirelli rimarranno sempre un mistero (anche perché guai a parlarne), quindi passiamo avanti. Nella seconda parte di gara, a regalarci un po’ di spettacolo ci hanno pensato i soliti i piloti di “seconda fascia”, che corrono col coltello tra i denti dal primo all’ultimo giro.

L’enorme classe di Verstappen
Che scrivere di Max, che non sia stato già scritto o detto. Il campione del mondo trasforma il weekend di Monza in un altro capolavoro. Pole da urlo il sabato e gara perfetta la domenica, girando praticamente senza ala posteriore. Per 53 giri, alla curva Ascari, abbiamo potuto ammirare tutta la sua magia. Certo bravi anche i bibitari e Mekies (prima vittoria da Team principal), che hanno trasformato il trattore delle ultime gare in una vettura competitiva. Ma quando l’altro bibitaro, Tsunoda, finisce quasi doppiato, vuol dire che Max fa tanta tanta differenza.
Fa quasi strano a dirsi, ma oggi le McLaren male. Dopo aver umiliato tutti gli altri a Zandvoort, i papaya erano pronti ad un’altra doppietta. Ed invece devono “accontentarsi” di un 2 e 3 posto, prendendosi quasi 20 secondi da Max, senza aver mai davvero gareggiato per vincere. Certo parlare di weekend deludente quando arrivi 2 e 3, ci da la misura di quanto sia straordinaria la stagione della McLaren, che ha davvero il meglio che oggi può offrire la F1. La vettura migliore, due piloti velocissimi e correttissimi (lo swap a fine gara di oggi ne è l’ennesima dimostrazione) ed un team sempre sul pezzo. Bravi loro e complimenti in anticipo per i due meritatissimi mondiali.
Ferrari s’è mesta
Ferrari oggi senza infamia e senza lode. Certo meglio del disastro olandese (ma sarebbe stato difficile fare peggio), ma comunque ci si deve accontentare delle briciole che lasciano quelli che vanno forte. Nonostante infatti Leclerc ed Hamilton abbiano optato per un assetto super estremo, i risultati sono stati mediocri. Esattamente come questa stagione. Leclerc, che comincia e finisce nella stessa posizione, fa quello che può con quello che ha (ad oggi poco). Hamilton, autore di una rimonta dignitosa, chiude 6, dietro al sempre solido Russell, costretto da una vettura lenta e distruggi gomme a riempire il vuoto tra i top team e gli altri. Parlando di Mercedes, ancora male Antonelli. In partenza, causa pattinamento, perde 4 posizioni. Alla fine viene penalizzato per una manovra tanto al limite quanto inutile su Albon, pilota con cui, vista la differenza di vettura, non dovrebbe neppure trovarsi a competere.

Approposito di Albon, che gara clamorosa oggi di Alex. Dopo aver superato Sainz, gira su un ritmo simile a quello di Leclerc, ed alla fine chiude 7, dopo essere partito praticamente dall’Emilia Romagna. Il ragazzo è forte e meriterebbe una seconda possibilità in un top team. Magari bisognerebbe smetterla di stra pagare piloti che tutto hanno dato (e tutto hanno ricevuto dalla F1), che però sono piuttosto in là con gli anni, e cominciare a dare qualche opportunità a questi ragazzi scatenati. Parlando di giovani forti, impossibile non menzionare Bortoleto ed Hadjar. Domenica dopo domenica, dimostrano di essere veloci, solidi e cattivi il giusto per fare cose davvero importanti. E, siamo sicuri, in futuro avranno la loro opportunità in un top team.


