Lo scorso 4 settembre si è spento, all’età di 91 anni, Giorgio Armani. Simbolo del made in Italy più lussuoso, ma anche al passo coi tempi, Armani ha rivoluzionato l’alta moda e non solo. Gigantesco – infatti – è stato il suo contributo al cinema, con grandi star che possono vantarsi di aver indossato la sua firma.
Una rivoluzione firmata Armani
Giorgio Armani nasce nel 1934 a Piacenza da una famiglia modesta. Negli anni ’50 abbandonò gli studi di medicina a Milano per servire l’esercito. Tornato a casa, decise di dedicarsi alla moda: si formò alla Rinascente di Milano per poi fondare, nel 1975, la Giorgio Armani S.p.A. Lo stilista piacentino sfidò la tecnica tradizionale e la sartoria inglese. Introducendo lo stile “soft suit”, partendo da giacche meno rigide, informali, leggere e che valorizzassero il corpo.
Rivoluzionò anche il concetto di moda basata sul sesso, giocando tra maschile e femminile attraverso tagli, colori e materiali. Negli anni ’80 il marchio Armani, che nei decenni successivi diversificherà anche in altri settori – tra cosmetici, profumi, arredamento e hotel – rappresentava la classe media in ascesa, anche grazie ai prezzi più accessibili della linea Emporio Armani. Il contributo creativo e la fama gli valsero anche una copertina sul Time nel 1982.

In tempi più recenti continuò la sua rivoluzione promuovendo pratiche etiche, vietando modelle sottopeso nel 2007 e appoggiando la moda sostenibile.
Il made in Italy al cinema
Il primo approccio di Armani su grande schermo avvenne nel 1980 con American Gigolò di Paul Schrader. Qui Richard Gere vestito con giacche morbide, camicie aperte e trench in cachemire si avvalse dello status di “sex symbol” e ridefinì la mascolinità a Hollywood. Con Gli Intoccabili di Brian De Palma, invece, Re Giorgio reinventò l’immagine del gangster al cinema, disegnando un guardaroba che restituisse gli anni ’30 in chiave più moderna e raffinata.
Nel 1990 tra Armani e il regista Martin Scorsese nacque un vero e proprio sodalizio. Iniziato con Quei Bravi Ragazzi e il documentario Made in Milan, incentrato su Armani e diretto da Scorsese stesso, proseguito poi con Casinò e The Wolf of Wall Street. Qui il marchio italiano incarna il potere e un certo tipo di società che vive di eccesso, tra mafia e imprenditori senza scrupoli come il Jordan Belfort interpretato da Di Caprio.

Sotto Armani è diventato icona di stile anche Christian Bale, in più occasioni. Prima con American Psycho, film del 2000 ma ambientato negli anni ’80, dove il vestiario di Patrick Bateman riflette il suo narcisismo e la caccia allo “status”. Poi con il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. Qui Bale incarna la parte più minimalista e moderna del brand, con gli outfit di Bruce Wayne che non sfigurano di fronte all’iconico costume di Batman.
Ce ne sarebbero molti altri da citare, da Ocean’s Thirteen a Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino. In ogni caso è quasi inutile dire che tutti questi film ce li ricordiamo anche – e soprattutto – grazie agli splendidi costumi. Con Giorgio Armani se ne va un pezzo d’Italia capace di affacciarsi al mondo intero con eleganza e orgoglio. Quel “made in Italy” sinonimo di qualità e stile, fatto da chi lo “stile” lo ha creato.

