“Under Pressure” è il pezzo della settimana
Settimana ad alta pressione in Italia e nel mondo. Per fortuna c’è YPOSTA, la rubrica di Young Popular Opinion, che prova ad evitarvi attacchi di panico e a raccontarvi gli eventi più importanti della settimana in maniera semplice ed ironica (per quanto possibile). Speriamo di riuscirci (soprattutto per gli attacchi di panico). Potrete ricevere questo articolo direttamente sulla vostra casella postale tramite una newsletter, che verrà inviata ogni domenica. Per riceverla direttamente, basta inserire la vostra mail qui.
Per un motivo o per un altro, si è parlato ancora tanto di Gaza e della Palestina, nonostante non ci siano novità dal Medio Oriente. Israele continua la sua operazione a Gaza, mentre i palestinesi continuano a morire. Lunedì però, in tutta Italia, si è scioperato per chiedere la fine del genocidio in Medio oriente e per la pace. Nonostante alcuni scontri e momenti di tensione (ma non c’è da meravigliarsi, la madre degli imbecilli è sempre incinta), tutto si è svolto in maniera pacifica. Tra l’altro la partecipazione è stata davvero ampia. Si parla di 200k persone nelle piazze di ben 75 città italiane. Numeri simili non si vedevano dal 2003, per un un altra guerra, quella in Iraq.

Le conseguenze della pressione in Italia
Inutile girarci attorno: le ampie e partecipate proteste in Italia non hanno fatto cambiare idea sul proseguo della guerra al trio delle meraviglie (Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich). Però, forse, qualche effetto su Meloni lo hanno avuto. Le manifestazioni in Italia assieme al riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di alcuni grandi paesi occidentali (Francia, Uk, Australia, Canada e Portogallo) stanno mettendo parecchia pressione a Giorgia nazionale, che ora è costretta a giochi di equilibrismo estremo per tirarsi fuori da una situazione scomoda.
Meloni infatti vuole continuare ad essere l’europea preferita di Trump (ampiamente schierato con Israele. Anzi probabilmente fosse per lui, i cantieri per la costruzione della riviera di Gaza sarebbero già partiti). Allo stesso tempo però non vuole perdere consensi interni (l’opinione pubblica italiana è sempre più schierata contro Israele) e vuole rimanere attaccata al “carro europeo” (che invece spinge per una soluzione a Gaza, che non sia lo sterminio dei gazawi). Insomma siamo al famoso piede nelle famose due scarpe.
Per tenere tutto assieme allora Meloni, martedì, ha sorpreso alleati ed opposizioni con una proposta. Il riconoscimento dello Stato di Palestina dell’Italia, a patto che vengano liberati gli ostaggi israeliani e che Hamas non faccia parte del futuro (piuttosto ipotetico a dire il vero) governo della Palestina. Così facendo Meloni non rinnega la sua vicinanza a Trump (e quindi Israele), e chiede all’opposizione di condannare apertamente Hamas. Vedremo se e quando la proposta sarà messa ai voti in Parlamento.
Global Sumud Flotilla
Nel frattempo le cose vanno sempre peggio per la Global Sumud Flotilla, che perde slancio e pezzi. Già la partenza era stata poco entusiasmante, causa maltempo. Poi le cose sono pure peggiorate. La missione infatti ha subito diversi attacchi coi droni, tant’è che Italia e Spagna hanno mandato due fregate per scortarla. Più però ci si avvicina a Gaza, più la situazione diviene calda. L’obiettivo della spedizione infatti è quello di rompere il blocco navale di Israele, per portare aiuti dentro la striscia. Israele però non ha cambiato idea sul blocco navale, sugli aiuti e sulla striscia. Quindi c’è la concreta possibilità che qualcuno si faccia molto male.
Per evitare la tragedia, allora, si sta discutendo di un piano, o meglio, di una proposta. Si potrebbe lasciare il carico di aiuti a Cipro, e, sotto la supervisione della Chiesa Cattolica, farlo arrivare prima al porto israeliano di Ashdod, e quindi a Gaza. Nonostante la proposta abbia alcuni aspetti pochi chiari (non si sa chi, materialmente, dovrebbe portare gli aiuti a Gaza, senza contare che l’intera operazione sarebbe nelle mani di Israele) anche il Presidente della Repubblica, Mattarella, ha invitato la Flotilla a lasciare il carico a Cipro e a non forzare il blocco. Il capitano della spedizione però, poco convinto del piano, ha deciso di proseguire, ed alcuni membri dell’equipaggio, in aperto disaccordo col capitano, hanno abbandonato la missione e sono tornati in Italia.
Nel giro di 4/5 giorni la Flotilla dovrebbe arrivare a destinazione, e, visti i presupposti, ci aspettiamo una situazione interessante...

Altre notizie della settimana
Ultima su Gaza, promesso
Secondo il giornale israeliano Haaretz, Hamas, ieri, avrebbe accettato il piano di Trump per il cessate il fuoco a Gaza. Io, però, visti i precedenti aspetterei a festeggiare. Innanzitutto, come spesso accade con le cose di Trump, la proposta non è chiarissima. (Hamas dovrebbe consegnare tutti gli ostaggi ed essere esclusa dal governo della Palestina, mentre Israele dovrà cominciare i ritiro dell’esercito dalla striscia.) Poi c’è da convincere Netanyahu e soci ad accettarlo. E secondo me sarà quella la parte davvero complicata. Infine in settimana Francia, Uk, Canada, Australia e Portogallo hanno riconosciuto lo Stato palestinese. A conti fatti il riconoscimento è inutile (la pratica è stata superata molti decenni fa dal diritto internazionale), ma serve ad aumentare la pressione su Israele, che però, per ora, va dritto per la sua strada.
L’Italia e San Francesco
In settimana la Camera dei deputati si è espressa a favore della proposta per rendere il 4 ottobre (San Francesco) festa nazionale. Prima però di cercare un volo last minute per le Maldive, aspettate! Innanzitutto bisognerà passare per il Senato. Poi, dovesse andare in porto la proposta, la legge entrerà in vigore il prossimo anno. Quindi, per quest’anno, non se ne fa nulla. Ed in verità neppure per il prossimo, in quanto il 4 ottobre capiterà di domenica. Ed allora, se tutto andrà bene, i “benefici” della proposta si vedranno a partire dal 2027. Poi vabbè ci sarebbe anche il fatto che l’Italia sarebbe uno Stato laico, e che aggiungere un giorno festivo ad un’economia già disastrata come la nostra certamente bene non farà. Ma che importa. Fin quando avremo San Francesco a proteggerci, tutto andrà una meraviglia. A proposito di Santi, identità e protezione, potrete trovare sul nostro sito un articolo su San Gennaro.
Happy birthday ONU
Questa settimana l’Onu ha festeggiato i suoi 80 anni (portati malissimo), e forse sarebbe stato meglio evitare. Infatti i tanti leader che hanno parlato all’assemblea generale (da Trump a Netanyahu, passando per Meloni) non hanno fatto altro che criticarla l’organizzazione e praticamente tutto il suo operato. Insomma più che un compleanno, sembrava un funerale.
Anche per questa settimana è tutto. Se volete rimanere in contatto con noi, possiamo continuare a “vederci” su questa newsletter, basta iscriversi inserendo qui la vostra mail. Buona domenica!

