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La protesta dei giornalisti in Rai: difendiamo l’informazione indipendente

È scoppiata la protesta dei giornalisti in Rai, alla fine dei principali TG di Rai 1, Rai 2 e Rai 3, è stato letto congiuntamente un comunicato dell’USIGRai in cui il governo viene accusato di voler trasformare la Rai nel proprio megafono.

A cosa si riferisce la protesta dei giornalisti Rai?

Va fatta un po’ di chiarezza, l’USIGRai è l’organizzazione sindacale rivolta ai giornalisti della Rai e questo comunicato è stato letto in virtù di una norma approvata in commissione vigilanza Rai che prevedeva una nuova regolamentazione per la par condicio.

La par condicio è quell’insieme di regole che consentono ai rappresentanti delle forze politiche di poter parlare in televisione, ed è proprio per questo che si parla di una mobilitazione contro questa norma approvata, perché sarà consentito ai rappresentanti di governo di poter parlare all’interno dei talk senza limiti di tempo ma soprattutto senza contraddittorio, elemento essenziale per qualsiasi giornalista che ha l’obbligo di fare domande e mettere in discussione. Inoltre RaiNews24 potrà trasmettere integralmente i comizi politici senza alcuna mediazione giornalistica.

Cos’è la commissione vigilanza Rai?

La commissione vigilanza Rai è una commissione parlamentare istituita nel 1975 a seguito della riforma Rai. Nasce con lo scopo di sorvegliare sull’attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano.

Cos’è una commissione parlamentare?

Le commissioni parlamentari sono un organo collegiale del parlamento e della Repubblica italiana, previste all’articolo 72 della costituzione. Abbiamo sia commissioni monocamerale che bicamerali, le commissioni bicamerali prevedono la presenza al loro interno di deputati e senatori. Alle commissioni vengono assegnati disegni di legge prima che essi vengano discussi in sede parlamentare.

Si legge, nel comunicato dell’USIGRai: “questa non è la nostra idea di servizio pubblico e siamo pronti a mobilitarci per garantire a voi un’informazione indipendente, equilibrata e plurale.”

Ovviamente questa non è nemmeno la nostra idea di giornalismo.

Ma è la prima volta che accade una cosa del genere?

Ovviamente no, infatti nel 2007 Michele Serra con un articolo dal titolo “Scandalo Rai. Il silenzio dei banalizzatori”, sottolineava il paradosso del controllo politico esercitato nei confronti della commissione vigilanza Rai dal capo del governo in carica nel 2007 nonché proprietario dell’emittenti televisive alla Rai concorrenti.

Questa non è nemmeno la nostra idea di informazione, di servizio pubblico e ci stringiamo a tutte quelle giornaliste e giornalisti che hanno deciso di prendere parte a questa protesta per garantire anche a noi un’informazione libera.

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