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Addio alle bustine monodose di ketchup e maionese: la nuova stretta Ue contro lo spreco

Al bar, al pub o al ristorante: le bustine monodose di ketchup e maionese sono ovunque. Piccole, pratiche, usa e getta. Ed è proprio questo il problema. L’Unione Europea ha deciso di dire basta alla commercializzazione di questi imballaggi monouso, inserendoli nel pacchetto di misure pensate per ridurre i rifiuti ed il consumo smisurato di plastica.

Con il regolamento Packaging and Packaging Waste Regulation, pubblicato il 22 gennaio 2026, lo scopo è chiaro, introdurre nuove regole europee sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

L’obiettivo è chiaro dunque: meno plastica, meno sprechi, più riuso.

Le bustine monodose sono un problema

Secondo Bruxelles, le bustine monodose rappresentano un esempio emblematico di imballaggio superfluo: pochi grammi di prodotto, una quantità sproporzionata di rifiuto e una vita utile che dura lo spazio di qualche minuto. Il risultato è una montagna di scarti difficili da riciclare e destinati, nella maggior parte dei casi, all’inceneritore o alla discarica.

La stretta rientra nella più ampia revisione delle regole sugli imballaggi, che punta a ridurre drasticamente i prodotti “usa e getta”, soprattutto nel settore della ristorazione e del consumo fuori casa. Nel mirino non ci sono solo ketchup e maionese, ma anche zucchero, salse, marmellate e altri condimenti confezionati in formato monodose.

Per i consumatori il cambiamento sarà visibile soprattutto nei pub e nei ristoranti: al posto delle bustine, dispenser ricaricabili, bottiglie condivise o contenitori riutilizzabili. Una soluzione che, oltre a tagliare i rifiuti, promette di ridurre anche i costi a lungo termine per gli esercenti.

Non mancano però le perplessità

Da un lato c’è chi teme problemi igienici, dall’altro chi vede nella misura l’ennesima complicazione per un settore già sotto pressione. Le associazioni di categoria chiedono tempi di adattamento realistici e linee guida chiare, per evitare che la transizione si trasformi in un salasso economico, soprattutto per le piccole attività.

Bruxelles, dal canto suo, rivendica una scelta di buon senso. I numeri parlano chiaro: ogni europeo produce in media oltre 180 chili di rifiuti da imballaggio all’anno, una cifra in costante aumento. Senza un cambio di rotta, gli obiettivi ambientali che si prefigge l’UE nei vari trattati restano sulla carta.

La fine delle bustine monodose è quindi anche un segnale culturale. Meno comodità “usa e getta”, più attenzione a ciò che consumiamo e a ciò che buttiamo. Un piccolo gesto, ma con un impatto potenzialmente enorme se moltiplicato per milioni di pasti al giorno.

Che piaccia o no, i condimenti monodose del futuro non arriveranno più in una bustina da strappare. E forse, ci abitueremo anche a questo.

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