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Bambole reborn: tra fanatismo e giudizio sociale

Protagoniste di un mercato in crescita esponenziale e utilizzate per gli scopi più svariati, le bambole reborn stanno conquistando anche il mondo dei social! Ma come si vive la passione delle bambole reborn tra fanatismo e giudizio sociale?

Tra chi sostiene di una finalità terapeutica nell’utilizzo di queste bambole e chi invece ipotizza l’idealizzazione malsana del rapporto genitore-figlio, il dibattito tra passione ed ossessione è ancora aperto. 

Ma cos’hanno di speciale queste bambole reborn? 

Le bambole reborn, letteralmente “rinate”, sono bambole che non hanno nulla a che fare con i giochi per bambini. Infatti vengono realizzate da artigiani ed hanno come finalità quella di essere il più realistiche possibile, copiando in tutto e per tutto le caratteristiche dei neonati. 

Bambole reborn

A partire dall’utilizzo di capelli umani per rendere la testolina più “vera”, fino ad impregnare le bambole pronte per la vendita di borotalco e latte in polvere, per offrire anche un profumo molto fedele a quello di un vero neonato. 

Nate inizialmente come hobby di artigianato, le reborn sono esplose insieme ad internet. Infatti, nel mondo virtuale è molto più facile trovare acquirenti interessati ad un prodotto così singolare. In più, Internet viene anche utilizzato col fine di instaurare connessioni con altri artigiani in merito alla realizzazione delle bambole. 

Il loro nome deriva proprio dal fatto che gli artigiani diano “una nuova vita” a queste bambole. Infatti queste rinascono da giocattoli originariamente realizzati in vinile, poi personalizzati dal tocco artigiano. 

Bambole reborn

Solo collezionismo o anche altro…? 

Le bambole reborn non sono destinate ai bambini, ai quali addirittura è vietata la vendita sotto i 14 anni. 

Nate con principale destinazione nel mondo collezionistico, attualmente ad utilizzarle sono i i set cinematografici dove fungono da stunt per bambini veri; o ancora dalle ostetriche nei corsi di preparazione al parto. Ciò che disturba particolarmente però, è il loro utilizzo per scopi terapeutici. 

L’idea di utilizzare le bambole reborn per persone affette da ritardi cognitivi oppure che soffrono di Alzheimer è infatti molto recente. Per un periodo percorso terapeutico si è rivolto anche donne che avevano perso un bambino in stato avanzato di gravidanza, per sopperire ad una ferita psicologica. Le conseguenze di questa scelta però non hanno tardato ad arrivare: non sono infatti poche le donne che da appassionate, si sono trasformate in vere e proprie “mamme reborn”, occupandosi delle bambole come se fossero dei bambini a tutti gli effetti. 

Una proposta di legge per regolamentarne l’uso

Anche nel mondo di YouTube Italia è pieno di video dedicati alle reborn. Protagoniste sono le loro “mamme” che portano bambole al parco giochi, al supermercato o addirittura, nel caso di un’influencer brasiliana, al pronto soccorso! 

Il gioco di ruolo che si crea dietro il rapporto mamma-reborn è infatti particolarmente complesso da definire nei suoi limiti e negli aspetti altrimenti definiti patologici. 

Di recente, sono state protagoniste di una proposta di legge proprio in Brasile, dove il fenomeno sembra (apparentemente) fuori controllo! 

Alcuni deputati infatti hanno proposto l’introduzione di una sanzione pecuniaria prevista per tutti coloro che utilizzano le reborn per saltare le code. Sotto il mirino delle multe però, non ci sono solo i genitori della bambola reborn. Infatti, anche i medici che assecondano queste piccole “passioni” possono finire sotto accusa se fingono di offrire prestazioni sanitarie all’oggetto di collezione. 

Tuttavia, questo sembrerebbe essere un caso appositamente montato dalla destra brasiliana. Al momento infatti, non risultano presenti alte richieste di prestazioni mediche per le reborn. 

Critiche e giudizi: le reborn tra fanatismo e giudizio sociale

Le critiche in Italia in merito all’uso del reborn sono numerosissime. L’idea di una situazione patologica alla base dell’utilizzo smisurato e dell’attuazione di una vera e propria “messinsena” quotidiana, mettono sotto giudizio la vita di coloro che vivono la propria passione per le reborn in piena luce del giorno. 

Non sono poche inoltre le critiche rivolte agli utenti maschili delle bambole, accusati di utilizzarle per fini sessuali. 

Tuttavia, gli artigiani che le realizzano spiegano che solo una piccola parte delle reborn è effettivamente utilizzata per scopi terapeutici da parte di donne che hanno perso figli. Infatti, maggioranza delle bambole è venduta per finalità artistiche (ad esempio sui set cinematografici).

Secondo una ricerca pubblicata in Canada alla dottoranda Emilie St-Hilaire, l’uso delle bambole reborn viene fatto consapevolmente da parte di donne che già hanno figli e sono solo appassionate di questa produzione artigianale. Normalmente dunque le reborn non rimpiazzano bambini mai nati o morti, ma fungono da sostegno emotivo per stimolare un mondo fantastico che, da adulti, forse si è abituati a perdere.

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