Al momento stai visualizzando Condannato in appello: prima assolto perché “lei aveva già rapporti”

Condannato in appello: prima assolto perché “lei aveva già rapporti”

La corte ha ribaltato l’assoluzione di un uomo per il reato di violenza sessuale su una diciassettenne. 

La seconda sezione della Corte d’Appello di Ancona ha infatti definitivamente condannato a tre anni di reclusione l’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 25 anni, che precedentemente era stato assolto con la motivazione che la ragazza aveva già avuto esperienze sessuali in passato.

I fatti e la prima condanna

I fatti risalgono al 2019 quando, in una zona in provincia di Macerata, si sarebbe consumato uno stupro in auto ai danni della ragazza all’epoca minorenne. 

L’imputato e la giovane erano usciti assieme ad un’altra coppia e quando gli altri due sono scesi dall’auto, si sarebbe consumata la violenza. 

Durante il processo il primo grado aveva assolto l’imputato in quanto, poiché la ragazza aveva già avuto rapporti, “era in condizione di immaginarsi i possibili sviluppi della situazione”. 

Il ribaltamento della sentenza

Almeno questa volta però, il victim blaming si è fermato al primo grado e la Corte è andata avanti, sostenendo che nonostante la minorenne avesse avuto esperienze precedenti, ciò non fosse sufficiente per escludere la vulnerabilità legata all’età e al contesto dell’incontro. 

Considerazioni per l’educazione sessuale ed affettiva

Tutta una serie di fattori devono infatti essere tenuti in considerazione nel momento in cui si porta avanti un processo. 

Trovarsi davanti ad un sistema giudiziario che risulta essere ancora intriso di violenza patriarcale, significa attribuire la colpa del rapporto alla ragazza. L’aver avuto o meno esperienze sessuali pregresse non giustifica né tantomeno rende meno esposti al rischio di vivere un’aggressione sessuale. 

Questo principio ed altri dovrebbero essere regolarmente inclusi in un programma di educazione sessuale ed affettiva, che nei giorni scorsi invece il Parlamento ha nuovamente rigettato.

In situazioni del genere non resta dunque che affidarsi a mezzi di educazione e sostegno informali, come associazioni e collettivi femministi sul territorio che supportano le vittime di violenza.

Lascia un commento