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Coyote vs. Acme: la rivalsa del Sisifo dei Looney Tunes

Coyote vs. Acme, dopo non poche traversìe, è finalmente approdato nelle sale grazie a Ketchup Entertainment e, in Italia, Lucky Red. Da articolo di giornale a scarto di Warner Bros., poi fenomeno mediatico tra gli appassionati di animazione, sta riscontrando un buon successo di pubblico e critica. Ma cosa rende così speciale questo film? Perché ce n’era così bisogno?

Il film che la ACME non voleva farvi vedere

Correva l’anno 1990, e sul New Yorker veniva pubblicato un articolo satirico di Ian Frazer intitolato “Coyote v. Acme“. I protagonisti erano Wile E. Coyote, uno dei Looney Tunes più iconici, e la ACME, ovvero la compagnia produttrice degli strampalati gadget utilizzati dal predatore nei suoi tentativi, sempre fallimentari, di catturare Beep Beep. L’articolo ipotizzava una vera e propria causa legale tra il coyote e l’azienda, quest’ultima accusata di commercializzare prodotti difettosi.

Fast and Furry-ous, dir. da Chuck Jones (1949)

Un concept dal gran potenziale, tant’è che già alla fine degli anni ’90 si pensò di farci un film. Qualcosa iniziò a muoversi seriamente solo tra il 2015 e il 2018 grazie a James Gunn, oggi direttore creativo del DCU e regista del più recente Superman (2025), ma all’epoca ancora alle prese con la trilogia dei Guardiani della Galassia (2014 – 2023) per Marvel. Gunn scrisse il soggetto per poi co-produrre la pellicola insieme a Warner Bros., che detiene i diritti cinematografici dei personaggi. Sceneggiato da Samy Burch e diretto da Dave Green, Coyote vs. Acme venne completato tra il 2022 e il 2023. Il costo fu di circa 70 milioni di dollari.

Inizialmente previsto per l’estate 2023, a un certo punto venne però decalendarizzato da Warner per motivi fiscali. Classificando il film come una perdita, infatti, la casa produttrice avrebbe potuto ottenere uno sconto sulle tasse di circa 30 milioni di dollari. Questo anziché spendere altro denaro per marketing e distribuzione. Un triste destino toccato per esempio a Batgirl, cinecomic targato Warner Bros. mai rilasciato nonostante fosse praticamente finito.

Fortunatamente il povero Coyote vs. Acme aveva già catturato l’attenzione del pubblico, che protestò insieme a tutti coloro che ci avevano lavorato, compresi regista e cast. I fan dei Looney Tunes sentivano la mancanza di un film in tecnica mista (animazione + live action) dalla caratura paragonabile a cult come Space Jam (1996), Looney Tunes: Back in Action (2003) e il capolavoro Chi ha incastrato Roger Rabbit? del 1988. Space Jam: New Legends (2021) invece facciamo finta che non sia mai esistito.

Warner mise in vendita Coyote vs. Acme e iniziò trattative con le principali piattaforme streaming, tutte finite in un nulla di fatto. Nel marzo 2025 si fece avanti la casa indipendente Ketchup Entertainment, che aveva già salvato The Day the Earth Blew Up: A Looney Tunes Movie (2024). Una volta comprato per 50 milioni di dollari, Ketchup decise di dedicare al film un’ampia – per un’indipendente – distribuzione in sala. Mossa saggia: l’interesse per il film nel corso del tempo era enormemente cresciuto, soprattutto grazie alle proteste dei fan contro Warner. Quest’ultima è diventata addirittura vittima di una frecciatina nella tag-line promozionale della pellicola: “The movie ACME didn’t want you to see” (Il film che la ACME non voleva farvi vedere).

locandina di Coyote vs. Acme, dir. da Dave Green (2026)

Arrivato lo scorso 2 settembre anche in Italia grazie a Lucky Red, Coyote vs. Acme ha esordito con ottime valutazioni sui principali aggregatori di recensioni. L’incasso della prima settimana si aggira tra i 25 e i 28 milioni di dollari. Cifre da massimizzare in futuro con lo streaming e – si spera – l’home video in formato fisico, ma si tratta comunque di una partenza record per Ketchup Entertainment.

Coyote vs. Acme: mito greco, capitalismo e tanto cuore

Ma in italiano è Willy o Wile E. ? In Coyote vs. Acme è finalmente Willy; “la E è muta”. E se Willy il Coyote, in 77 anni di carriera, non è mai riuscito a catturare Beep Beep, la ACME invece ha fatto progressi. Non più un semplice acronimo su uno scatolone di legno contenente chissà quale modo creativo per tentare il suicidio, ma una vera e propria megacorporazione con le mani in pasta ovunque, dal tech di uso quotidiano alle armi. Se Willy e la ACME si scontrassero sarebbe una lotta impari, dal taglio biblico alla “Davide contro Golia”.

Ed è proprio quello che succede: Davide lancia il guanto di sfida a Golia e poi tira fuori un cartello con su disegnato un bel dito medio. In mezzo alla faccenda si ritrova l’avvocato Kevin Avery (Will Forte), abituato piuttosto a “conciliare” le due parti durante i processi. È lui “l’uomo in mezzo ai cartoni” di questo film. Non un detective alcolizzato o una star NBA, ma un avvocato fallito costretto a seguire il caso per non perdere il suo studio. Ma forse, dietro le maschere che avvocato e cliente si sono creati, c’è qualcos’altro che entrambi vogliono dimostrare, agli altri e a loro stessi.

Willy il Coyote e Kevin Avery (Will Forte)

Partiamo da Willy, forse l’elemento migliore del film. Sarà anche muto e non bellissimo da vedere (ci arriviamo) ma conserva ancora quella carica tipica dei migliori corti di Chuck Jones, il suo creatore. In una scena ci empatizzi per tutte le sfighe che soffre e nell’altra ridi quando gli cade un pianoforte in testa. Riesce a rimanere sempre protagonista anche quando ci sono altri personaggi in scena e il suo rapporto con Beep Beep è semplicemente meraviglioso.

Will Forte invece regge una prova attoriale tosta, avendo dovuto recitare in coppia con un qualcosa che sul set fisicamente non esisteva. Eppure il suo Kevin Avery riesce eccome a trasmettere il disagio di un uomo che avrebbe voluto fare molto di più nella vita, rimanendo comunque coerente col tono demenziale della pellicola. Parlando di “demenzialità” bisogna citare per forza anche John Cena, qui in veste di avvocato della ACME, Buddy Crane. Cena ha dimostrato più volte di sentirsi molto a suo agio con personaggi sopra le righe, e qui ancora una volta restituisce una performance memorabile. Buddy Crane fa paura ai protagonisti (o quantomeno a Kevin) ma fa anche ridere lo spettatore, al punto da assomigliare anch’egli a un cartone animato.

Buddy Crane (John Cena) strangola Titti

Il film non è solo un legal drama ambientato in New Mexico alla Better Call Saul, ma anche un’indagine investigativa volta a rivelare un complotto perpetuato dalla ACME ai danni dei cartoon. Questa indagine, sulla quale la sceneggiatura si sofferma parecchio, porta i protagonisti ad avere a che fare con altri personaggi animati provenienti da quel mondo. Ed ecco il primo grande neo di Coyote vs. Acme: l’animazione stessa. Si è scelto infatti di utilizzare modelli in 3D il più delle volte incapaci di rendere giustizia a certe icone. Willy è tra quelli realizzati meglio, ma in generale i “cartoni” in questa pellicola sembrano piuttosto pupazzi. Le eccezioni ci sono: l’animazione 2D in alcune scene viene utilizzata e con risultati fantastici, ma si tratta di pochi momenti in tutto il film.

Ma nonostante la sceneggiatura soffra di alcune forzature e di una seconda metà che dà quasi l’impressione di non sapere dove andare a parare, in generale il racconto funziona. Questo grazie ai personaggi, alle loro gag in pieno stile Looney Tunes e soprattutto alle tematiche trattate. La pellicola infatti lavora su più livelli, dalla denuncia politica e sociale contro le grandi aziende alla rivincita di un personaggio sì conosciuto ma poco capito. Non a caso in Coyote vs. Acme viene spesso nominata la figura mitologica di Sisifo. Re di Corinto che ingannò la morte e per questo venne condannato a spingere per l’eternità un enorme masso verso la cima di una montagna, per poi puntualmente guardarlo rotolare giù non appena avvicinatosi alla meta.

Cosa accomuna quindi Davide, Sisifo e Willy? Una battaglia impossibile contro forze ben più grandi di loro, che siano un gigante, gli dèi, un uccello nel deserto oppure la ACME. E questo scontro titanico viene messo in scena sia attraverso momenti leggeri e talvolta deliranti – ma divertentissimi – sia con altri ben più seri e dalla forte carica emotiva. Si tratta dunque di un film capace di destreggiarsi abilmente tra toni e registri diversi che donano una buona dose di tridimensionalità alla storia.

Non sarà di certo un capolavoro o il nuovo Chi ha Incastrato Roger Rabbit?, ma Coyote vs. Acme è il film che i fan dei Looney Tunes aspettavano da tanto tempo. Spassoso, a tratti anarchico, ma comunque promotore di vari messaggi sia universali che legati alla contemporaneità. E poi le storie di rivalsa piacciono a tutti.

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