Al giorno d’oggi le cuffie, o auricolari per gli altolocati, sono tra gli accessori più comuni che si possano avere. Che sia per correre, per un viaggio, o semplicemente per vedere e sentire i Reels di YPO, almeno una volta nella vita ognuno di noi ha fatto uso di quest’ultime. Come per ogni cosa però, l’avanzare del tempo e delle nuove tecnologie ha fatto sì che tali dispositivi si siano evoluti a tal punto da andare a rappresentare talvolta un vero e proprio status sociale.
Che siano quelle grandi da Topolino per il gaming, quelle da viaggio con il cavo che si intreccia manco fossimo ad un corso di uncinetto, o quelle senza filo da veri uomini d’affari; le nostre tanto amate compagne di vita e depressione sono ormai fatte per tutti e tutto. Allora la domanda è d’obbligo, con mollica o senza? (Scusate un lapsus Donatisiano). Volevamo dire: “Le preferite con filo o senza?”
Viva il filo
Per tutti voi amanti del vintage, degli aggrovigliamenti impossibili e delle bestemmie da viaggio, le cuffie con il cavo sono un tascabile da avere più del Vangelo. Dovete prima però ringraziare John Koss che nel 1958 non sapeva come aiutare gli uomini ad ingiuriare e introdusse per la prima volta le Koss Sp-3, le prime cuffie della storia. Dal quel momento in poi si creò a tutti gli effetti il mercato delle cuffie per ascolto musicale, nacquero brand e nuovi prodotti.
Avere cuffie con il filo però ha anche dei vantaggi: in caso di smarrimento ad esempio, basta seguire il corso del cavo, e trasformarsi in moderni Teseo per raggiungere i nostri amati auricolari; così come, nel caso dovessero caderci malauguratamente in un luogo affollato, nella peggiore delle ipotesi saranno comunque attaccate al nostro telefono, meglio di qualsiasi altra separazione tossica con il/la nostro/a ex.
Meglio le cuffie senza filo
Voi che amate invece le cuffie senza filo, portate innanzitutto portate rispetto per i colleghi di prima, dato che VOI siete arrivati solo nel 1999 grazie all’azienda Ericsson, che introdusse per la prima volta nella storia degli auricolari che sfruttavano la tecnologia Bluetooth e che permetteva lo scambio di dati a breve distanza tramite onde radio, con conseguente pensionamento dei cari e vecchi cavi.
Vuoi fare il radical chic? Prendi le cuffie senza cavo. Vuoi sentirti libero di giocare a “Sasso-carta- forbici” senza cavi penzolanti? Prendi le cuffie senza cavo. Vuoi tirare giù mezzo calendario di Santi? Prendi le cuffie senza cavo, perché stai sicuro che almeno una volta nella vita ti cadranno in metro, e in un batter d’occhio quel vagone ti sembrerà improvvisamente la tana del bianconiglio dove potrai dire addio al tuo auricolare. Ammesso e non concesso che tu riesca prima a farlo accoppiare con il tuo dispositivo e a con quello del vicino che sta ascoltando Gigi D’Alessio.

