Non c’è martedì senza “Belve”, il programma visibile su Rai 2 condotto da Francesca Fagnani. Il programma – gioco – intervista ormai è conosciutissimo in Italia ed è entrato velocemente nel cuore di tutti noi (soprattutto i più giovani). Cosa rende le interviste ai famosi interessante? E quali sono gli elementi chiave della trasmissione? Leggi di più, ti facciamo notare un paio di cose.
I segreti del mestiere: il sorriso indagatore e beffardo
Il successo di “Belve” programma Rai, si deve (quasi) tutto alla nostra nuova intervistatrice preferita, Francesca Fagnani. Scaltra, simpatica, alla mano (ma non troppo), possiede un’arma che sa di avere e sfrutta al meglio che può: il sorriso. Ebbene sì, tra i segreti che ci sono dietro alla costruzione e dunque al successo del programma Rai, le espressioni facciali della Fagnani (che parlano sovente per lei) sono tra le armi più forti in assoluto.
E non ve lo diciamo mica solo noi, la stessa Mara Venier in un’intervista alla Fagnani per “Domenica In” 31/03/2024, sottolinea la potenza della faccia da furbetta della conduttrice. Ed è importante, perché non solo lo spettatore si rivede nell’espressività della conduttrice, ma perché lei stessa esprime così un’opinione senza parlare davvero, lasciando solo trapelare qualcosa dal suo volto e dal suo sorriso.
E questo è importante, perché qualora l’intervistato riceva da lei un feedback positivo, questo si sentirà sempre più a suo agio. Ma quando il feedback dell’intervistatrice è negativo, questo si sentirà sempre più messo alle strette, quasi giudicato, e da Belva si trasforma in pochi secondi in agnellino, pronto a giustificare e rimodulare quanto detto in precedenza. La verità è che Belve è più di un programma d’intrattenimento, è una partita a scacchi, vince il più furbo. E la più furba è sempre lei, la Fagnani.
Tantissimi ospiti pronti a 40 min di intensità
Altro punto chiave e cavallo di Troia per conquistare le nuove generazioni sono gli ospiti. Ormai andare a Belve è la vera consacrazione per qualsiasi artista italiano, e corrisponde paradossalmente anche ad una possibilità di riscatto. Spesso, come afferma la stessa Fagnani in un’intervista di Fabio Fazio, mostrare le ombre porta più supporto di qualsiasi altra cosa. Noi non possiamo non essere d’accordo per due motivi essenziali.
In primis, le “ombre”, i problemi, i periodi di crisi esistenziale ed umana di cui spesso si parla a Belve, sono gli elementi che affascinano di più in una narrazione. Immaginate di avere a che fare con un personaggio che per 40 min di seguito ci tiene solo a raccontare quanto sia sempre stata bella e favolosa la sua vita. Dopo neanche 3 minuti, anche se seduti al più stupido bar di paese, ti alzeresti e te ne andresti. Non ne abbiamo dubbi. Il secondo motivo riguarda tutto l’essere semplicemente “umani”. E il riconoscere che non è sempre tutto rosa e fiori neanche per chi delle volte, le proprie ombre è soggetto a nasconderle. Spesso si tratta di fornire un esempio vivente di tenacia, non ci può essere luce senza ombra, non ci può essere successo senza sofferenza.
Sgabello e taaanto trash
Ormai la scena classica che tutti si aspettano è collaudata: ingresso studiato a luci basse dell’ospite, primo ostacolo con il gradino che fa più vittime della bomba nucleare (abbiamo esagerato, si fa per dire) ed eccoci… estrema difficoltà nel sapersi sedere su di uno sgabello visibilmente scomodissimo. Un benvenuto tutto studiato per essere carino, ma non troppo. Gli ospiti probabilmente hanno la stessa ansia di una fidanzata che va a conoscere la suocera di domenica mattina in una qualsiasi provincia napoletana. Puoi uscirne o amata alla follia, o odiata a morte. Questo è Belve su Rai 2, questa è la Fagnani.
Due sgabelli scomodi, “per non rilassarsi mai e restare sempre con le spalle dritte, io per prima”. Queste le parole della bionda forse più affascinante (per intelligenza e furbizia soprattutto) di Rai 2. Non c’è possibilità di rilassarsi, te l’abbiamo detto prima, è una partita a scacchi. O una finale di Champions League, vedila come vuoi.
Tutto questo stende un tappeto rosso fuoco al trash. Moltissime le interviste diventate ormai iconiche, che hanno collaborato nel far emergere la vera natura degli artisti. Alcune volte c’è stata gloria, altre… completo declino. I fan accaniti, i mangiatori seriali di reel Instagram o TikTok, sanno di chi stiamo parlando. La devastante, divertente, assurda, quasi paranormale intervista a Teo Mammucari.
Il conduttore televisivo ha deciso di abbandonare lo studio nel bel mezzo dell’intervista perché seccato visibilmente dalla qualità delle domande della nostra Francesca preferita. La conduttrice ha provato a spiegare che questo ormai è un format ben definito, che per interviste-plauso avrebbe potuto e dovuto scegliere di andare altrove. L’unico comunque ad essersi realmente sconvolto è stato proprio lui, a noi ha sconvolto solo la sua estrema arroganza condita con una buona dose di maleducazione. Dai Teo, andrà meglio da Mara Venier in una qualsiasi domenica di Febbraio. Siamo certi che lì ti sentirai a tuo agio. Eppure, una personalità come la tua, avrebbe potuto illuminarci su tante cose che riguardano la tua indiscutibile carriera.
L’intervista dura veramente poco, se vuoi vederla tutta per darci ragione, clicca qui.

