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Donald 2.0: com’è iniziato il secondo mandato del Tycoon

Fra patatine fritte, camion della spazzatura ed una condanna per aver pagato una pornoattrice: inizia così il secondo mandato del Presidente USA Donald Trump, senza trascurare l’attentato subito in Pennsylvania. 

Il 5 novembre 2024 Donald Trump vince le elezioni

The Donald ha prestato giuramento il 20 gennaio, ed è il secondo presidente (il primo fu Grover Cleveland nel 1884 e poi nel 1892) ad essere stato eletto per due mandati non consecutivi. 

La sua campagna elettorale si è caratterizzata per alcuni momenti davvero funny, si pensi quando ha fritto patatine in un McDonald’s, in risposta all’affermazione della sua avversaria, che sosteneva di aver lavorato appunto in un ristorante della catena di fast food.

A Green Bay invece, nel Wisconsin, il tycoon è salito, con tanto di giubetta arancione, su un camion della spazzatura (recante la scritta Trump, ovviamente), in risposta ad alcune affermazioni fatte da Joe Biden, che avrebbero definito “spazzatura” un comico sostenitore di Trump. 

Dunque, una campagna elettorale aggressiva ed ironica, che è arrivata direttamente alla pancia del paese, che lo ha eletto 47º presidente degli Stati Uniti. 

Oltre alla campagna elettorale, però, c’è un episodio di cronaca che l’ho visto protagonista, un attentato

The Donald infatti, durante un suo comizio in Pennsylvania, il 13 luglio, è stato sparato e colpito all’orecchio, a pochi millimetri dalla testa. 

La Pennsylvania, considerata una degli Swing States, gergo elettorale, uno degli Stati chiave ed in bilico per la vittoria alla presidenza, in cui poi, ha vinto Trump. L’attentatore, Thomas Crooks, di 21 anni, ha ucciso un presente, e ne ha feriti tre. Le motivazioni restano tutt’ora sconosciute. 

Al netto della campagna elettorale, quali sono le differenze fra Trump 2017 e Trump 2024? 

Il programma elettorale del 47º presidente degli Stati Uniti è contenuto nell’agenda 47 (ovviamente, nome studiato, non un caso), e si caratterizza per tre aspetti fondamentali, lotta ai cartelli della droga, fermare lo spionaggio industriale cinese, e proteggere la sanità. 

La differenza principale che si nota è soprattutto quella relativa alla lotta all’immigrazione, the Donald infatti, nel 2017 aveva incentrato la lotta all’immigrazione come caposaldo delle sue promesse elettorali, in particolar modo ricordiamo: controlli super serrati per chi arrivava negli States, l’espulsione dei più di due milioni di immigrati clandestini che abitavano gli States ma soprattutto sospendere l’ingresso a quei cittadini che provengono da stati ad alto tasso terroristico. 

Ma, il tycoon del 2017, cos’ha fatto in concreto?

I quattro anni di The Donald, sono stati anni caratterizzati a sdoganare il tabù del cambiamento climatico, e cioè che la lotta a questo fosse inutile, e fosse necessario uscire dagli accordi di Parigi. 

I quattro anni però, si sono caratterizzati anche per il protezionismo, il taglio delle tasse ai ricchi, ma soprattutto, per il messaggio trasmesso in tema migranti, e cioè che fosse giusto impedire con la forza l’ingresso a questi, arrestarli, separarli dalle famiglie. 

Non dimentichiamo l’emergenza da Coronavirus 

Trump ha dovuto affrontare nel 2020 anche una forte emergenza sanitaria mondiale, il Covid-19, dove il suo atteggiamento iniziale fu quello di minimizzare l’emergenza e la pericolosità del virus, ed accusava i Democratici di sfruttare l’emergenza per destabilizzare il governo. 

Trump, si ammalò di coronavirus il 1 ottobre 2020, ed a novembre si contavano nei soli Stati Uniti 234 mila morti. 

Il 20 gennaio quindi, The Donald giurerà per la seconda volta 

Ma ha già iniziato ad adempiere ai suoi poteri, soprattutto con l’Italia, ricoprendo, secondo alcune fonti, anche un ruolo decisivo il rilascio di Cecilia Sala. 

Ma, soprattutto durante una conferenza stampa, a poche settimane dal suo insediamento, ha fatto presente di voler invadere la Danimarca, volersi prendere il Canale di Panama, ma soprattutto annettere il Canada facendolo diventare il 51º stato degli Stati Uniti D’America. 

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