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Eutanasia: cosa sta succedendo?

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Il 28 novembre una donna di Trieste è deceduta tramite suicidio assistito con l’assistenza diretta del Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta della quinta persona riuscita ad ottenere la morte volontaria via farmaco in Italia, ma la prima che l’ha fatto con un medico del SSN.

“Anna” aveva solo 55 anni ma era malata di sclerosi multipla da ben 13. Le sue ultime parole sono state: «Ho amato con tutta me stessa la vita, i miei cari e con la stessa intensità ho resistito in un corpo non più mio. Ho però deciso di porre fine alle sofferenze che provo perché oramai sono davvero intollerabili».

Cosa dice la legge?

L’eutanasia è illegale in Italia, ma è possibile richiedere il suicidio medicalmente assistito. La cosiddetta “eutanasia passiva” rappresenta un diritto inviolabile. Le condizioni per la concessione sono: che la persona sia capace di intendere e volere, che ci sia una patologia irreversibile, con gravi conseguenze fisiche e psichiche e che debba sopravvivere grazie ad un sostegno vitale.

Chi è contro?

Tra coloro che rifiutano ancora il diritto umano di voler porre fine alla propria vita dara una malattia che la rende invivibile, continua ad esserci la sacra Chiesa.

«Fa male la disinvoltura con cui si inneggia al suicidio assistito come a una conquista, come a un progresso» sono state le parole di Monsignor Trevisi, vescovo di Trieste.

Ma non solo vescovi, anche qualche medico: «È una sconfitta per la medicina e per l’intera società trattare un paziente somministrando la morte, piuttosto che farsene carico con le cure palliative. Il SSN è nato per curare, non per uccidere» afferma invece Massimo Gandolfini, Presidente dell’Associazione Family Day.

E tu cosa ne pensi? Difendi il diritto di poter scegliere quando e come porre fine alla propria vita oppure pensi che sia meglio aspettare la chiamata del Signore?

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