Dopo un’altra prestazione maiuscola, Oscar Piastri su McLaren vince il Gran Premio di Miami di F1, Ferrari molto dietro. Secondo il compagno di squadra Norris, terzo Russell su Mercedes. Quando la Formula Uno corre su un circuito cittadino negli Stati Uniti, l’essenza della F1 un po’ evapora. La possibilità che tutto si trasformi in un grande circo c’è, inutile mentire. Detto ciò durante il weekend è successo quasi di tutto. Ed è stato divertente. La sprint race, grazie anche al meteo ballerino, è stata funambolica. La prima parte di gara della domenica è stata davvero memorabile.
Tra VSC che entravano ed uscivano, Max che ci ha regalato l’ennesima dimostrazione della sua classe, e quelli dietro a fare a botte come se non ci fosse un domani, era difficile seguire tutti gli eventi. La seconda parte è stata meno avvincente, ma non per questo avara di contenuti, anzi. Insomma ci siamo divertiti moltissimo e siamo felici che si correrà a Miami fino al 2041.

In F1 è dominio Papaya
A Miami le McLaren hanno fatto un altro sport. La differenza di prestazioni era a tratti imbarazzante. Nella seconda parte di gara giravano un secondo più bassi degli altri. La McLaren ha capito meglio degli altri questa generazione di vetture. Ora si torna in Europa, ma per gli altri la vedo dura. Altra prestazione da assassino scafato di Piastri. Magari meno veloce di Norris, ma, grazie ad un cinismo incredibile, sfrutta ogni occasione della gara, e si porta a casa la 3 vittoria consecutiva. In casa McLaren una roba simile non succedeva dai tempi di Hakkinen. Praticamente ere geologiche fa. Norris è veloce, forse anche più di Piastri, ma è un pasticcione. Rovina una (rara) buona partenza con una curva due da suicidio, poi ci regala un duello meraviglioso con Max, che però da la possibilità a Piastri di scappare via. Lando continua a buttare punti ed occasioni e così non si va da nessuna parte.

Russell limita i danni a Miami
Nonostante un passo che non c’è dal venerdì, nonostante delle qualifiche complesse, nonostante una prima parte di gara a difendersi dalle Williams, alla fine George c’è. Sfrutta in maniera impeccabile la VSC, e si ritrova inaspettatamente 3. Per lui altro fieno in cascina, in attesa di un mezzo migliore. Per Antonelli discorso opposto. Lui, questo weekend, aveva tanta velocità ma, causa evidente e giustificabile inesperienza, gestisce male tutto ciò che da gestire. Alla fine arriva dietro Albon e giusto davanti alle imbarazzanti Ferrari.
L’ultimo dei mohicani della F1
Anche oggi Max ci ha fatto vedere perché è il pilota più forte della sua generazione. La sua difesa dalle McLaren è roba da scrivere nei manuali, e fare imparare bene ai ragazzi che sognano di diventare piloti. Lui è l’ultimo ad arrendersi, anche quando la disparità di prestazioni è imbarazzante. Per questo (sono sicuro) si giocherà anche quest’anno il mondiale fino alla fine. Tsunoda non ancora sufficiente, ma dignitoso. La finestra di funzionamento della Red Bull è davvero molto stretta, e serve un po’ di tempo per adattarsi. Vediamo quando (e se) arriverà a stare coi primi.
A Miami è Amarcord Williams
Mentre guardavo la gara, mi è venuto in mente Frankie. Quel vecchio pazzo che alla fine si era venduto quasi tutto ciò che aveva pur di tenere il team. Quanto sarebbe stato felice per la gara di ieri, e quanto eravamo felici noi di vedere le Williams in lotta coi top team. Roba che non si vedeva da tanto, tantissimo tempo. Un acuto incredibile a chiusura di una stagione extraeuropea a livelli altissimi. Ora si torna in Europa, e vedremo se lo storico team inglese riuscirà a rimanere in queste posizioni, anche quando gli altri cominceranno a sviluppare duro.
Ferrari davvero molto male
Arrivati a Miami, avevamo aspettative basse. Il circuito sembra essere fatto a posta per esaltare tutti i difetti della vettura. Ma così no. Eccezion fatta per il guizzo di Lewis nella sprint (disperazione non lungimiranza), tutto ciò che poteva andare male è andato malissimo. La Ferrari non ha mai avuto passo, Leclerc è andato a muro prima ancora della partenza della sprint. In qualifica si faceva fatica a superare la Q1 e la Q2. In gara sono saltate 2 Power unit Ferrari (Bearman e Bortoleto), Hamilton ci ha impiegato più di 20 giri per superare Ocon, per poi difendersi fino alla fine della gara contro la più lenta delle Williams. Come se non bastasse, abbiamo dovuto assistere all’imbarazzante teatrino degli scambi di posizione tra Lewis, Charles ed il muretto, con insulti annessi, per un settimo posto. La macchina non va, inutile insistere. Urgono cambiamenti importanti. Il ritorno in Europa dovrebbe aiutare, anche perché peggio di così sarà difficile fare.

L’altra F1 a Miami
Dietro nulla da segnalare, se non un’ Aston Martin davvero in difficoltà. Saranno pure già impegnati sulla vettura del prossimo anno, ma non è concepibile essere tanto distanti dalla Sauber, team in fase di passaggio. Mi dispiace per Nando, un anno così non se lo merita.
Adesso breve pausa per la F1, che tra due settimane torna in Europa, anzi a casa. Dopo aver raccolto dati in giro per il mondo, tutti i team porteranno importanti novità. A Imola praticamente si comincerà da 0 o quasi, e si tornerà da dare la caccia alla McLaren.



