Durante il primo giorno della sessione legislativa dell’assemblea nazionale della repubblica di Serbia, a Belgrado, le opposizioni hanno manifestato in Parlamento il loro dissenso a sostegno delle proteste contro la corruzione, sparando fumogeni e gas lacrimogeni in aula.
Durante le proteste, tre deputate sono rimaste ferite, fra cui una incinta all’ottavo mese. Sono state portate d’urgenza in ospedale per gravi intossicazioni da fumo, lesioni di vario genere e traumi al volto causati dall’esplosione dei petardi.
La presidente del parlamento Ana Brnabic, avvolta dal fumo, in maniera dura ha fatto presente che: «per quanto proviate ad ucciderci ed a ostacolarci, non fermerete il progresso della Serbia».
Proteste anche all’esterno del Parlamento di Belgrado
Infatti, studenti e lavoratori si sono riuniti per protestare (più pacificamente dei parlamentari), con cortei e blocchi stradali, a Belgrado e Novi Sad, in particolar modo, in questa località, le proteste si protraggono da novembre, dopo che il crollo della stazione di Novi Sad ha causato la morte di 15 persone.
Un incidente questo, evitabile sostengono gli organizzatori delle proteste, ed attribuibile al Premier Serbo, dimessosi a fine gennaio, Milos Vucevic, a cui si contesta una mancanza di controlli da parte di tutta l’amministrazione da lui guidata.
Sono state annunciate nuove proteste in piazza per i prossimi giorni.

