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La sindrome di Paris Hilton: “vado a salvare i bambini poveri”

Abbiamo tutti quell’amico comunista che alle dorate spiagge della Puglia, in estate, preferisce le aride terre del Darfur. Al turismo preferisce il viaggio, alla vacanza l’esperienza. Ma credi che tu, che sarai costretto ad ascoltare un milione di storie sarai l’unica vittima della sua “esperienza”? No, ce ne sono altre e spesso sono i bambini poveri. Ma ci arriveremo con calma; innanzitutto chiediamoci cosa spinge davvero le persone a intraprendere questi viaggi.

Paris voleva solo salvare i bambini poveri

Oltre al bisogno probabilmente atavico di scoprire e conoscere ciò che ci è estraneo, forse c’è il nascosto bisogno di fare del bene e di sentirci migliori degli altri. Ma la domanda è: la presenza di uno o più bianchi ricchi che vogliono fingersi poveri agevola davvero la situazione delle persone che abitano nei paesi sottosviluppati? Probabilmente no, anzi. Qualche barretta di cioccolato o qualche spruzzo di profumo migliorerà forse qualche minuto della vita di questi individui, ciò che resterà per sempre sono le foto e i video spalmati sui social che documentano l’enorme generosità e spirito di sacrificio di noi bianchi.

Per essere un po’ medievali citiamo la Bibbia, Matteo 6:3 «Ma quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra». E si perché il bene non dovrebbe essere fatto a nostro favore e a danno del beneficiario. Probabilmente, in qualsiasi paese dell’occidente, se filmaste un bambino mentre gli date delle caramelle sareste immediatamente trasportati nel penitenziario più vicino, nell’ala protetta in modo che gli altri detenuti non possano usare violenza nei vostri confronti.

Paris Hilton spruzza il suo profumo alle bambine prima di abbracciarle.

E allora perché questa regola cambia insieme al colore della pelle dei bambini? Perché nessuno si sogna di sfocare le facce di questi minori?

Difficile pensare che una ventina di genitori abbiano firmato una liberatoria. Tra l’altro, questa pratica non è nemmeno impunita in molti paesi africani. In Kenya, Nigeria, Sudafrica, Gambia, Ghana, Sierra Leone, Uganda e altri esiste il Children’s Act: denominazione comune per indicare la serie di leggi a tutela dei minori nei vari stati. Pertanto immortalare e soprattutto pubblicare foto e video di minori senza il consenso dei genitori è a tutti gli effetti un atto illecito punibile con il carcere. Lo stesso vale per il Brasile, la Tailandia e tutta una serie di paesi che noi consideriamo (spesso erroneamente) sottosviluppati.

Perciò piccolo comunista dall’ISEE massiccio, prima di fare la profilassi vaccinale rifletti concretamente su cosa stai andando a fare e soprattutto con quali scopi. Se le risposte della tua coscienza ti sembrano così e così armati di pazienza e vai anche tu in Puglia a passare le vacanze, i bambini foggiani non avranno bisogno del tuo cioccolato.

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