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“Lo spazio delle donne” è il saggio più interessante degli ultimi anni

«Per tanto tempo le donne sono state abituate a sentirsi incapaci e senza talento. La memoria delle loro opere non ha contato. Per illuminare uno spazio così fuori campo non basta aggiungere nomi, né la soluzione è cancellare il passato. Piuttosto, servono altre parole e nuove inquadrature.»

Daniela Brogi, Lo spazio delle donne, Einaudi, 2022

Se quest’estate hai bisogno di qualcosa di diverso da leggere, se ti interessa la cultura femminista o vuoi sapere tutte le artiste che fine abbiano fatto, questo saggio è il libro giusto per te. Onore al merito: il saggio è stato il finalista al Premio Napoli Saggistica 2022

Lo spazio delle donne di cosa parla?

Daniela Brogi ha una penna acutissima. Traccia una storia dando voce ai silenzi di tutte le artiste che questi silenzi li hanno abitati e solo a volte, hanno avuto il coraggio di ribellarsi. Dove sono finite tutte le donne della nostra storia? Perché non si parla di artiste nei programmi di istruzione scolastica? La penna è “una cosa da uomini”?
A queste e a tante altre domande l’autrice tenterà di dare una risposta unendo più fonti, andando oltre i testi da lei studiati e approfonditi, tutti citati in bibliografia come un punto essenziale da cui partire per riflettere sulla condizione delle donne in asse diacronica (per esempio il famoso Questione di Sguardi di Berger o Il secondo sesso di Beavuoir).

Cosa significa avere uno spazio?

La riflessione si articola a partire dal concetto di spazio dove è possibile guardare tutto ciò che è stato tralasciato o tentare di ricostruirne le tracce. Cinque sono le tappe importanti. L’analisi dello spazio storico delle donne, lo spazio come territorio e condizione di creatività, lo spazio come posto abitato da stereotipi, lo spazio come stile ed esperienza, e lo spazio delle donne nell’era contemporanea. Uno spazio territoriale che è stato negato nel corso dei secoli, visto sempre come un luogo chiuso, circoscritto e limitato che le donne devono abitare (i salottini, delle camere, le cucine, le soffitte) da sole – o al massimo – in compagnia di altre donne. Senza avere la possibilità di costruirsi una stanza tutta per sé, non destinata ad assolvere al ruolo di nascondiglio dal mondo esterno, ma da abitare come fosse un vero laboratorio di creatività – al pari degli studi in cui gli uomini sono sempre stati ritratti e immaginati -. Quale altro valore può avere essere padroni di uno spazio per tutte le donne del mondo? Il saggio suggerisce qualche spunto di riflessione da tenere in considerazione.

Cosa significa essere femministi?

Non si può parlare di donne senza tenere a mente la questione del femminismo che in realtà non è una semplice questione, è un modo di stare al mondo. E Daniela Brogi è ben più che abile nel spiegare che il femminismo non è il contrario del maschilismo, perché nasce come risposta alle logiche di potere patriarcale che per secoli hanno dominato il mondo negando diritti e libertà. Sì, Giovanni tu che pensi che il femminismo non sia cosa tua perché sei bianco, perché sei etero, perché hai accanto a te una ragazza che ti vuole bene, ti sciogliamo tutti insieme da questo grande equivoco, il femminismo è una cosa che riguarda anche te.

Questo saggio non offre una serie di nomi di donne che per un modo o per un altro ce l’hanno fatta a resistere al tempo e ad avere oggi la minima attenzione che sarebbe concessa facilmente ad un uomo comune, senza possedere le doti artistiche di quelle donne che invece sono state silenziate. Questo saggio è accettare di dare una mano a qualcuno che ti vuole guidare verso un’analisi della storia e dei suoi prodotti artistici giusta, equa, tentando un po’ di ridare lo spazio negato alle donne e tentando un po’ di capire perché sia stato negato questo spazio alle donne. Poi c’è la volontà di scoprire come e cosa possiamo fare noi oggi per far sì che nessuno al mondo sia costretto a vivere in un angolo, silenziato, ammutolito.

Una citazione per incoraggiare la lettura

«Le vicende, le opere e le esistenze di metà dell’umanità sono state lasciate ai margini della storia, formando una zona fuori campo che d’altra parte, come accade al cinema, va messa in dialogo e in tensione critica e creativa con il centro dell’ inquadratura; non si tratterà dunque di infilare polemicamente delle tessere assenti, né di rappezzare i buchi, o di aggiungere nomi tanto per far numero, ma di cambiare linguaggio e prospettiva, di formare un nuovo mosaico.»

Daniela Brogi, Lo spazio delle donne, Einaudi, 2022

Chi è Daniela Brogi?

Daniela Brogi insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università per Stranieri di Siena. Si occupa principalmente di forme della narrazione, nella letteratura, nel cinema e nelle arti visive. Tra i suoi libri ricordiamo: Il genere proscritto. Manzoni e la scelta del romanzo (2005); Giovani. Vita e scrittura tra fascismo e dopoguerra (2012); Altri orizzonti. Interventi sul cinema contemporaneo (2015); Un romanzo per gli occhi. Manzoni, Caravaggio e la fabbrica del realismo (2018, terza ristampa 2020). Per Einaudi ha pubblicato Lo spazio delle donne (2022).

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