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Luigi Mangione: eroe o pazzo?

Luigi Mangione, un ragazzo americano di origini italiane, ha sparato il CEO United Healtcare, Brian Thompson, il 6 dicembre del 2024. Questa faccenda, che a prima vista sembra potersi riassumere in “un mitomane ha sparato ad un uomo ricco”, nasconde in realtà molti retroscena interessanti e motivazioni precise, che hanno scatenato l’opinione pubblica nelle ultime 24 ore, nonostante il fatto sia accaduto ben 4 giorni fa.

Chi è Luigi Mangione?

Luigi Nicholas Mangione è un ragazzo di 26 anni, ex studente facente parte della Ivy League, che abita nel Maryland. Luigi, negli ultimi tempi, ha manifestato attraverso i suoi social opinioni decisamente ambigue, soprattutto in merito al libro “Industrial Society and Its Future”, scritto dal famoso terrorista statunitense Unabomber. Nella sua recensione, Luigi sosteneva che in fondo Kaczynski avesse ragione, che la protesta non violenta non avesse alla fine portato alcun risultato concreto.

Sull’immagine di copertina suo profilo X, attualmente sospeso, troneggiavano una foto di Luigi in un paesaggio naturale, il Pokémon di terza generazione Erba/Lotta Breloom (che è pure brutto) e una radiografia che mostrava la sua schiena, che ha quanto pare ha subito una fusione spinale. Tra le letture di Mangione sono pervenute anche alcune opere riguardanti proprio il mal di schiena. Non è ancora chiaro se il suo problema sanitario abbia una diretta correlazione col chiaro sentimento di vendetta che Luigi ha provato nei confronti della nota compagnia di assicurativa e il suo amministratore delegato.

Fatto sta che dalle teorie estreme, l’italoamericano sia rapidamente passato ai fatti. Armato di falso documento d’identità del New Jersey e una pistola stampata in 3D, il ragazzo avrebbe esploso dei colpi contro Brian Thompson alle 06:44 del mattino. Una delle cose più strane ma probabilmente significative è che sulle pallottole rimaste nel caricatore c’erano incise parole specifiche, rispettivamente: “Deny”, “Deily” oppure “Defend”, “Depose”.

Durante il trasporto in tribunale l’omicida avrebbe esclamato alle telecamere «Non avete idea di cosa stia accadendo. Tutto questo è una farsa». Sono in molti a sostenere che Mangione si voglia far passare come una specie di martire, ma a questo punto possiamo affermare con una certa sicurezza che il ragazzo sia stato mosso dalla cara vecchia vendetta.

Vendetta o no?

E qui casca l’asino, perché la sua non è stata una vendetta privata, ma qualcosa che probabilmente aspirava a rendere giustizia ad una fetta di popolo molto più ampia. Non è infatti una novità che il sistema sanitario statunitense basi quasi esclusivamente la sua qualità sulle possibilità economiche e/o assicurative del paziente. Curarsi negli USA costa e tanto, e se non puoi permettertelo beh, non ti curi.

La media delle assicurazioni sanitarie che gli americani stipulano, di solito con agenzie come la United Healtcare, tende a coprire buona parte dei malanni o degli incidenti che il mangia hamburger medio può incontrare, ma meno si paga più la copertura diminuisce per le patologie più gravi, anzi, più costose. Dunque, se mettete insieme un ricco CEO morto, un ragazzo che probabilmente ha avuto dei guai con la sanità e un paese che non garantisce cure adeguate alle fasce meno abbienti, ecco ottenuto un martire.

Il nostro verdetto

Eticamente quello che Mangione ha commesso, qualsiasi fossero le sue motivazioni, rimane deprecabile. Ma forse è possibile riuscire a comprendere il moto di glorificazione avvenuto negli ultimi giorni.

A noi di YPO fa però riflettere anche un’altra questione: possibile che chi smuove le coscienze dell’America non sia mai un americano puro e duro? Lo hanno fatto George Floyd, Rodney King, Michael Brown, Sacco e Vanzetti, Luigi Mangione.

Americano, per svegliati dal torpore hai davvero bisogno di una mano? Chissà.

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