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Meloni indagata per peculato e favoreggiamento

Giorgia Meloni, di nuovo lei, stavolta indagata. In stile LUCE, per non dire la parola che non può essere nominata, (che da questo momento chiameremo “Voldemort”) ha pubblicato sui tutti i suoi profili social un video in cui dice di aver ricevuto un avviso di garanzia, cioè un documento che comunica a una persona che è indagata in un procedimento giudiziario. La premier, a seguito della liberazione e il rimpatrio di Njeim Osama Elmasry, capo della polizia giudiziaria libica e sulla cui testa cade un mandato di cattura internazionale, è stata messa sotto indagine, insieme al ministro della giustizia Nordio, dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Chi è Njeim Osama Elmasry?

Elmasry era capo della prigione e centro di torture libico di Mitiga, nel 2022, nell’ambito degli scontri armati nella zona di Sabaa, a est della capitale libica Tripoli, è balzato sulla scena internazionale per crimini di guerra, e stupri di minori. Non è chiaro a quali episodi si riferiscano i crimini di guerra contestati ad Elmasry, ma è chiaro e certo, anche attraverso testimonianze di sopravvissuti che, i suoi metodi di tortura e di stupro sono stati perpetuati per lungo tempo, per i quali non bisogna chiudere gli occhi.

Non è esclusa una sua presunta partecipazione nelle fosse comuni trovate a Tarhuna dopo il cessate il fuoco in vigore dall’ottobre 2020 su cui sta indagando la Corte penale internazionale. Ad oggi sappiamo che il potere della mafia libica cresce di giorno in giorno grazie ai respingimenti che l’Italia e l’Europa finanziano. Si parla di lotta ai trafficanti, ma intanto si finanziano i respingimenti, che fanno crescere il potere dei trafficanti.

La Corte d’Appello di Roma ha deciso di scarcerare Osama Najeem Elmasry perché «il Procuratore Generale, in attuazione della legge, ha interpretato nel modo più rispettoso delle prerogative del governo».

Motivo per cui la stessa premier Meloni o, in sua vece, il ministro della Giustizia si deve «assumere la responsabilità di una scelta non giustificata da nessuna ragion di Stato e che ha stracciato ogni regola del diritto internazionale e umiliato lo stato di diritto».

“Come Voldemort” però sui social

Come “Voldemort” ci ha insegnato a manipolare la realtà, la Meloni procede attaccando la sinistra, e commettendo degli errori tecnici, ovvero: “l’avviso di garanzia e l’indagine, sono iniziate perché i giudici e l’avvocato in questione sono di sinistra”, e già qui stenderei un velo pietoso.

In seguito, esporre l’avviso di garanzia come un attacco personale, ignorando di fatto la norma giuridica che indica l’avviso di garanzia come un atto dovuto per legge a sua tutela in caso di indagine in corso. In caso di ricevuta di un avviso di garanzia l’indagato è tenuto “cercare” una difesa tecnica, in relazione alla quale si rivolge l’invito a nominare un difensore di fiducia. Dunque, non è un attacco alla persona, è una tutela dei suoi diritti.

Meloni ha detto, inoltre, che i reati ipotizzati sono favoreggiamento e peculato, ma per il momento non ci sono informazioni sull’inchiesta che non provengano dalla Meloni stessa: ha detto che l’avviso di garanzia è arrivato dal procuratore Francesco Lo Voi, lo stesso che ha indagato Matteo Salvini nel processo Open Arms.

Nel video Meloni si è difesa in maniera molto netta, facendo intendere che considera l’avviso di garanzia come un attacco politico.

«È possibile che [io] sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore. Anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada, a difesa degli italiani soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione».

Ma che brava Giorgina! Da vera populista, ci distrae e passa come vittima di un complotto politico, addirittura internazionale, e che siano denunce POLITICHE. Forse pensa che siano tutti come lei. Ma la meraviglia è che sui social è fonte di grandi consensi, e OVVIAMENTE ha rincarato la dose, quasi a voler rimarcare che le interazioni social sono certamente importanti ma è ancor più fondamentale che si traducano in voti ( come diceva Voldemort).

A tutti gli effetti, il popolo italiano loda i delinquenti e odia chi rispetta la legge. Allora forse, aveva ragione Voldemort quando diceva: gli italiani sono un popolo ignorante, basta che giochi sulla loro paura, e gli dai in fumo ciò che vogliono, ti seguiranno senza fiatare.

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