Per sfatare il mito del “queste cose ai miei tempi non succedevano”, vi raccontiamo di Nerone, della sua relazione omosessuale con Pitagora e di un liberto di nome Sporo, protagonista di uno tra i primi casi di mutamento di genere della storia romana.
Le prime donne della vita di Nerone
Nerone, quinto imperatore romano, regnò per circa quattordici anni. Le prime due protagoniste femminili della sua vita non sono di certo donne dalla debole personalità, anzi si scontrano a morte per prendere il potere e ricevere il titolo di co-imperatrice.
Da una parte la madre Agrippina, condannata a morte per aver elaborato (forse) una congiura contro il figlio. Secondo Tacito avrebbe addirittura tentato l’incesto per assumere il potere a Roma.
Dall’altra Poppea, prima a schierarsi contro la suocera nel classico rapporto scontroso tra due donne che contendono lo stesso uomo. Forse Agrippina era gelosa del figlio, tipo la classica mamma del sud.
Dunque Nerone sposerà Poppea, seconda moglie dopo Claudia Ottavia, lasciata a causa della sua sterilità. Povera Claudia Ottavia che deciderà di suicidarsi a causa di voci false circa un suo presunto tradimento. Poteva finalmente godersi il mare, il sole e i limoni di Sorrento.
E dopo la morte di Poppea convoglierà nuovamente a nozze, con Statilia Messalina. Sullo sfondo però, parecchie relazioni omosessuali.
Nerone e Pitagora, uno dei due matrimoni
Secondo Cassio Dione, storico e politico romano, il nostro imperatore dongiovanni avrebbe avuto addirittura due matrimoni contemporaneamente. Uno con un uomo ed uno con una donna. Complimenti a Nerone per la pazienza.
Nel 64 Nerone pare abbia sposato Pitagora. Un liberto (cioè un ex schiavo poi liberato) che sembra essere stato al suo seguito per molto. La notizia ci viene raccontata anche all’interno degli Annales, di Tacito:
«Si abbassò fino al punto da sposarsi con… Pitagora… Il velo da sposa è stato messo sull’imperatore; la gente ha visto i testimoni della cerimonia, la dote di nozze, il divano e le fiaccole nuziali».
Tacito, Annali, XV
E nel frattempo: Sporo
L’altro matrimonio in cui si unì contemporaneamente l’imperatore fu con Sporo. Ma questa è una storia lunga e controversa. Forse ti farà un pò arrabbiare.
Stando ai racconti, dopo la morte di Poppea Nerone avrebbe ordinato di ricercare una donna che somigliasse in viso alla compagna ormai perduta, non riuscendo (forse) a riprendersi da questo lutto. Il fatto è che la ricerca ha un esito positivo, ma non si trattava di una donna, bensì di un uomo. Ed il suo nome era proprio Sporo.
Sporo è un liberto (e abbiamo capito che significa) eunuco. Questo termine si usa per indicare tutti coloro che in giovane età hanno subito interventi di mutilazione dell’apparato genitale. Perché arrabbiarti?
Perché a dire il vero non esistono fonti che ci garantiscano l’accondiscendenza di Sporo nel ricevere questo intervento. Forse aveva altri desideri per la propria vita. O forse, a essere positivi, s’innamorò davvero di quell’uomo e non sentiva di essere a proprio agio col suo genere di nascita (vogliamo pensare che Nerone gli fece un favore).
Secondo i contemporanei, “Pitagora sarebbe stato per lui un marito, Sporo sarebbe stato per lui una moglie”.
Comunque Sporo effettivamente stette al fianco di Nerone fino alla fine dei suoi giorni, anzi si narra che fu proprio lui a reggere il glaudio (una sorta di spada) con cui il marito si tolse la vita.

