Quasi ad ogni giro di elezioni fa il giro del web la foto della lista elettorale di un comune non specificato dove c’è scritto “Occhio se viene a votare, perché è stato comunicato che è morto!”. Come ci ha insegnato già anni fa Il fu Mattia Pascal, questi errori anagrafici possono accadere e le conseguenze (soprattutto per gli anziani) sono molto rilevanti! Cosa fare quindi? Dimostrare di essere in vita con un certificato.
Ma innanzitutto, perché risulto morto?
Nonostante possa sembrare la trama di un film tragicomico, risultare morti è molto più frequente di quanto si pensi.
Infatti errori di trascrizione di codici fiscali, omonimi e confusioni all’anagrafe possono catapultarti nel mondo degli altri vivi in pochi semplici clic.

Le persone più a rischio? Quelle con i nomi più comuni! Attento Mario Rossi, potresti doverti recare all’anagrafe per resuscitare con maggiori probabilità di Gertrude Pignasecca.
Maggiormente esposti a questo misunderstanding sono anche gli expat italiani che non si fanno sentire da un po’: ignorare le chiamate dell’INPS come quelle della tua ex può portarti ad una sospensione della pensione o ad un blocco della tua carta d’identità.
Ok…e come devo fare per tornare in vita?
Se si viene dichiarati morti per errore ecco come dimostrare di essere in vita con un certificato.
Se vivi in Italia puoi richiederlo:
- Presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza, presentandoti di persona con un documento d’identità valido.
- Online, tramite il sito del tuo Comune (se abilitato) o tramite il portale ANPR – Anagrafe Nazionale. Ti servirà lo SPID, la CIE o la CNS per accedere.
Il certificato di solito viene rilasciato subito e in molti casi è gratuito.
Se invece vivi all’estero per continuare a ricevere la pensione e mantenere i diritti in Italia (tra cui il sopracitato diritto al voto) devi dimostrare ogni anno di essere ancora in vita.
Puoi farlo:
- Recandoti al consolato italiano del Paese in cui vivi. Ti identificheranno e rilasceranno il documento.
- In alternativa, con una dichiarazione giurata autenticata da un’autorità locale e inviata al consolato o all’INPS
Attenzione: se non rispondi entro la scadenza, potresti vederti sospesa la pensione o finire dichiarato morto per amministrazione. Sì, anche se stai benissimo.
Poi se preferisci cogliere l’occasione e rifarti una vita…questo è un segno del destino, non lasciartelo scappare!

