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Sei pronto per vivere da solo? Cosa dice l’ISTAT

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“Mamma, a 18 anni me ne vado!”. Tutti i giovani pronunciano questa frase sognando il loro appartamentino, perché con la maggiore età pensano “Ho l’età per vivere da solo la mia vita, più libertà, potrei dare feste e sc***re”.

Me ne vado

Ci sono i mezzi a disposizione per fare il grande passo? C’è chi ha un lavoro e chi invece ha il papi. In entrambi i casi, hai già una buona base da cui partire. Se ti sei armato di coraggio e voglia di lavare i tuoi vestiti da solo, vai ragazzo e corri verso la tua libertà. Vivere da solo ti metterà di fronte alle grandi responsabilità della vita e sarà un’esperienza fortificante; dovrai affrontare le tue paure: quella blatta non morirà se non sarai tu a stecchirla e no, non potrai più piangere chiamando la mamma.

Non me ne vado

L’Italia non è un paese per giovani single che vanno a vivere soli. L’ISTAT ci dice che la vita da single costa il 47% rispetto al vivere in coppia e l’87% rispetto ad una famiglia media di tre persone. Basti pensare che in un semplice discount, diventa complesso comprare anche solo alimenti a misura di single, incentivando così lo spreco alimentare oltre che l’impatto economico.

A ciò si aggiunge la quasi assenza di sussidi per chi vive da solo: il governo incentiva molto di più la famiglia tradizionale, continuando fra le righe a definire i giovani dei “bamboccioni choosy e nullafacenti”.

Tutto ciò spinge spesso i single del ceto medio ad optare per pranzi e cene tradotti in pizze e toast fuori casa perché, paradossalmente, si risparmia… oppure a chiamare la mamma per farsi preparare il contenitore stracolmo di provviste.

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