Sono troppo giovane
Sono nato nel 2002, un anno dopo l’uscita dell’originale Silent Hill 2 per Ps2. Pur possedendo la seconda console di casa Sony, soprattutto per una questione anagrafica, non ho mai avuto l’opportunità di giocare al titolo originale. Sono poi passati gli anni, le generazioni di console, i P.T. e Silent Hill è rimasta una grande leggenda da godersi su YouTube. Facciamo un salto avanti, all’annuncio del remake del secondo capitolo e allo spiraglio di possibilità di provare finalmente questo capolavoro. La premessa serve a specificare che il giudizio non sarà dato al gioco in quanto remake ma come opera a se.

Buttati subito nella mischia
Riguardando molti giochi horror moderni ci si rende immediatamente conto di quanto la maggior parte di essi abbiano attinto a piene mani da Silent Hill. Partiamo dall’assenza della fase di quiete. È abitudine dell’horror, possa esso manifestarsi in film, videogiochi e altri media, far partire la propria storia in una situazione di apparente quiete. Ne è il classico esempio l’entusiasmo iniziale per il trasferimento nella casa nuova che si trasforma in panico quando ci si accorge che negli specchi c’è lo dimonio. Silent Hill 2, questo, non lo fa. Parte immediatamente dall’inquietante premessa che la nostra adorata moglie morta da tre anni ci abbia mandato una lettera, forse dall’aldilà, forse da Riccione, in cui ci chiede di incontrarci a Silent Hill, luogo in cui anni prima siamo stati in vacanza. Ed è proprio da lì che la nostra avventura parte, da un bagno abbandonato e buio sul promontorio della città. Della magnifica metropoli riusciamo però a scorgere solo le punte dei pini, vista la massiccia quantità di nebbia.
Razionale e irrazionale
Quello che effettuerete a Silent Hill, oltre che a un viaggio fisico, sarà sicuramente un viaggio spirituale. Un cammino nel subconscio del protagonista che prende vita attraverso i mostri marci e vagamente ninfomani che ci si pareranno davanti. Prendendo ad esempio i vari Resident Evil, in particolare i primi capitoli, e paragonandoli con Silent Hill ci rendiamo subito conto di due differenze: gli spazi e la razionalizzazione dei pericoli. E si perché il Resident Evil avremo degli spazi definiti come ville e caserme, in Silent Hill invece gli spazi sono mutevoli, spesso fuggono a qualsiasi tipo di logica e ci turbano nel profondo come l’architettura dell’Overlook Hotel. Per capirci, buttarvi in svariate botole e per innumerevoli chilometri sotto terra porterebbe alla fine farvi spuntare in una cella frigorifera sulla riva di un lago. Per quanto riguarda la razionalizzazione della paura, beh, uno zombie ha una connotazione scientifica e dei parametri comportamentali dal quale è difficile uscire. Un uomo di due metri con la testa a forma di piramide d’acciaio e che brandisce un’enorme spada no, non è obbligato a seguire nessuno schema, può darci la caccia se gli va o limitarsi a osservarci immobile come un presepe. Vi assicuro che l’ imprevedibilità del nostro nemico non fa che aumentare la carica emotiva che esso può esercitare su di noi.

La struttura
Degli ambienti disgustevoli che visiteremo riusciremo quasi ad avvertire la consistenza, il marcio scricchiola sotto i piedi del protagonista e potreste giurare persino di sentire la puzza della putrefazione da dietro il vostro schermo. La miriade di dettagli spingono parecchio la ps5 e si sente, non saranno rari infatti importanti cali di frame rate qui e lì nonostante si giochi in modalità prestazioni. A un certo punto avrete la brutta sensazione che il gioco stia giocando con voi, quando disperati per un’enigma che non riuscite a risolvere vi accorgerete che spesso e volentieri le guide non sanno darvi soluzione, perché cambiano proceduralmente da run a run. I finali in totali saranno 8, potreste sforzarvi a condizionare le vostre scelte per favorirne uno piuttosto che un altro ma servirà a poco in blind, dal momento che il gioco sceglierà in base al vostro comportamento, ad azioni spesso impulsive e illogiche che compirete durante la vostra partita.
Modelli ispirativi
Per quanto riguarda i modelli ispirativi ne viene fuori uno in particolare: Lynch. La somiglianza tra Silent Hill e Twin Peaks è immediata e palese, così come alcuni rimandi a Strade Perdute. Senza fare spoiler ne dell’uno né dell’altro ci rendiamo conto di quanto sia gigante il filo che collega la rivelazione finale di questo gioco e quella di Mulholland Drive, la cosa inquietante? Nessuno si è ispirato a nessuno dal momento che sono usciti quasi simultaneamente. Il consiglio più sincero che mi sento di darvi è di giocarci dalle 9 del mattino alle 16 circa, lontani dalle ore buie e possibilmente in compagnia. Silent Hill 2 è un gioco che non vi spaventerà perché fa boo, ma vi terrorizzerà con le ambientazioni e con le domande che vi frulleranno in testa ore dopo averlo giocato. La vostra psiche potrebbe essere compromessa a soli 70€.


