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Botti di Capodanno: tra tradizione e pericoli

Che li si ami o che li si odi, si sa, i botti di Capodanno sono una tradizione irrinunciabile. Allo scattare della mezzanotte in tutto il mondo si alza in cielo un’esplosione di colori, dalle performance più curate nelle grandi capitali ai semplici giochi di luci nei piccoli paesini. C’è chi si ferma ad ammirare questo rito di passaggio all’anno nuovo e chi si schiera contro un’usanza ritenuta dannosa e pericolosa.

Ma come è nata e come si è evoluta questa tradizione?

Le origini sono molto antiche e vanno collocate nella Cina del IX secolo, dove la scoperta della polvere da sparo portò alla creazione dei primi fuochi d’artificio. Si pensava che il rumore forte e la luce sprigionata potessero spaventare e allontanare gli spiriti maligni, e proprio per questo i botti furono introdotti nella celebrazione del Capodanno Lunare, nel tentativo di intrappolare la negatività nell’anno passato e creare un ambiente protetto in cui garantire prosperità e felicità nell’anno nuovo.

Nel corso dei secoli l’uso dei fuochi d’artificio si è diffuso in Europa. Durante il Medioevo i rumori forti delle campane e degli spari venivano usati come atto celebrativo di eventi importanti. I fuochi d’artificio si sono fatti strada portando con loro la tradizionale simbologia di purificazione e buon auspicio, a cui nel tempo si è aggiunta una particolare attenzione all’aspetto visivo, perfezionando la tecnica per portarla ad un livello artistico riconosciuto.

Noi italiani non potevamo farceli mancare…

Anche in Italia l’usanza dei botti è diventata parte integrante delle celebrazioni di fine anno, specialmente nelle regioni meridionali. Tuttavia, nonostante lo status di tradizione gioiosa e festiva, oggi i botti sono sempre più percepiti come una pratica inquinante e potenzialmente pericolosa per persone e animali. Le esplosioni rilasciano sostanze tossiche e polveri sottili, contribuendo all’inquinamento dell’aria. Gli animali sono particolarmente vulnerabili ai forti rumori, che possono causare ansia, stress, disorientamento e, nei casi più estremi, collassi cardiaci. Sono frequenti, poi, gli incidenti dovuti a mine vaganti e botti malfunzionanti o maneggiati con superficialità. Nonostante i tentativi di regolamentare i botti per garantire la sicurezza pubblica e prevenire incidenti gravi, limitando i permessi a spettacoli pirotecnici controllati e organizzati da professionisti, persiste ancora in Italia l’utilizzo illegale di botti.

Saranno belli. Ma fanno un po’ paura. Forse noi di YPO siamo dei fifoni.

Come siamo andati quest’anno? Male

Ogni anno la notte di Capodanno porta con sé un bilancio drammatico di feriti e morti. Il Capodanno 2025 in Italia ha registrato ben 309 feriti, il numero più alto degli ultimi dieci anni. Sono tante le campagne di sensibilizzazione volte a limitare o sostituire il fenomeno, che oltre alle salde radici storiche e simboliche ha ormai un assetto goliardico da cui sembra ancora troppo difficile distaccarsi.

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