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Vinile, alla riscoperta della cultura “lenta”

È vinile-mania! Da Achille Lauro ai The Kolors, da Elodie a Giorgia, che siano artisti nostrani o internazionali, il ritorno dei vinili negli ultimi anni è sempre stato più prorompente.

Ma quali possono essere le ragioni della loro riscoperta? Nostalgia, moda, ostentazione sui social o la voglia di rispolverare i cassetti da nonna? Scopriamolo insieme.

Imperfezione e lentezza: l’autenticità del vinile

Nell’epoca dello streaming, della perfezione meccanica della vocalità e musicalità, avere tra le mani un vinile sembra quasi un sogno, – anche se poi la nostra canzone preferita sembra quella uscita da un robot con il cuore in frantumi- una vera e propria musica-esperienza che permette di fermarsi un attimo dalla frenesia dettata dalla quotidianità.

Dagli anni ’50 dello scorso secolo, la musica dei vinili continua ad affascinare: da sempre risulta essere cosi perfetta nella sua imperfezione, un suono che riscalda e avvolge, “sporco” ma vero, tattile non solo per la fisicità dell’oggetto, ma permette alle canzoni oltre che essere ascoltate, di essere vissute fisicamente ed emotivamente appieno, in un momento intimo tutto nostro.

Dalla musica alla portata di un click, grazie alle principali piattaforme che conosciamo come YouTube, Spotify, Apple Music, alla riscoperta della calma con un oggetto che ci “costringe” a rallentare: questo processo attrae le nuove generazioni e le passate, unendo cosi due fasce di ascoltatori spesso difficili da far conciliare.

Il vinile come oggetto culturale

In sociologia, un oggetto culturale è considerato come “un significato condiviso incorporato in una forma”: in parole povere, un oggetto- in questo caso il vinile- non è semplicemente un’entità con delle caratteristiche fisiche, ma è qualcosa che porta con sè un preciso significato, il quale, può cambiare sulla base del mondo sociale in cui è inserito. Infatti, un oggetto culturale, comunica e rafforza l’identità di una comunità o gruppo sociale, influenzando inevitabilmente comportamenti e pensieri delle persone che ne vengono a contatto.

Il vinile è la perfetta rappresentazione di un oggetto culturale: ha una forma ed estetica ben definita e porta con sè innumerevoli significati: tra cui i valori sopracitati di lentezza, autenticità, imperfezione, esperienza musicale, nonché un vero e proprio status di ascoltatori (ammettiamolo, dire “ascolto vinili ” ha il suo fascino).

La passione che unisce artisti e fan

Sebbene lo streaming sia la principale modalità in cui la musica viene ascoltata nei nostri giorni, secondo un report di FIMI, il vinile rappresenta il supporto musicale in modalità fisica più acquistato. Infatti, si registra un incremento del 6,8%, contribuendo a rendere l’Italia come ottavo mercato mondiale.

Perché gli artisti decidono di investire su questo formato? Che siano ristampe di vecchi album, nuovi ad edizione limitata, il ricorso ai vinili non si arresta: probabilmente cantanti e cantautori hanno maggiore possibilità di espressione con essi, a partire dalla copertine che permettono di raffigurare più dettagli e consentono quindi sia una migliore resa per le idee degli artisti che per i fan che lo acquisteranno. Esse rappresentano della vera e propria arte visiva, portano con sè le tracce di un’epoca, creando un legame continuo ed indissolubile tra passato e presente.

É vero anche che bisogna considerare il lato economico. I vinili costano decisamente di più un normale cd, e questo permette un maggiore ritorno di denaro (anche se il nostro portafogli non ne sarà contento, se ne farà una ragione: la bellezza si paga).

Non va dimenticata la passione condivisa da cantanti e collezionisti. C’è un piacere unico che dona il possedere fisicamente un prodotto, nello sfiorarlo, osservarlo come se fosse la cosa più preziosa che abbiamo. L’oggetto diventa cosi tramite di un legame ancora più profondo tra le due parti.

Dunque, possiamo dire che attualmente rappresenta la resistenza, o meglio, un’alternativa dell’analogico alla musica digitale. Un modo per riscoprire come si faceva e sentiva musica prima della frenesia dello streaming, un modo per tornare alle radici.

Fonti foto: pixabay; fonti articolo: www.fimi.it

di Sara Sapuppo

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