Lo scorso giovedì Elodie ha infiammato il Maradona a suon di musica e non solo: la cantante ha portato sul palco messaggi importanti a sostegno delle donne transgender e dei diritti (basti pensare allo slogan del concerto, Make Equality Great Again).
Tuttavia, i leoni da tastiera non hanno risparmiato nemmeno la nostra Elodea: non sono mancati i soliti commenti contro i suoi outfit.
Certezze non ne abbiamo, ma sicuramente alla base di queste critiche c’è un problema più grande: la libertà di espressione.
La libertà di espressione è un lusso per le donne?
Una donna bella e sicura di sé come Elodie verrà sempre criticata, spesso e volentieri anche dalle donne stesse. Ma perché tutto questo? Probabilmente perché in primis regna sovrana l’invidia e non la famosa – e poco praticata – solidarietà femminile, ma anche perché si confonde spesso la sensualità con la volgarità: ciò accade soprattutto nel caso delle cantanti. La mente non può che portarci ad Annalisa che, negli ultimi anni, ha cambiato non solo il suo modo di fare musica ma anche il suo aspetto: sono ormai lontani i tempi di ”Una finestra tra le stelle” ma le persone non sembrano accettarlo e non si tratta solo di una questione musicale, ma della libertà di espressione di un’artista.
Con gli uomini è diverso: la libertà di espressione va bene!
Dire che le critiche rivolte agli uomini non siano frequenti è un eufemismo: un po’ di pettorali in bella mostra non scandalizzano, ma pantaloncini più corti e un top scollato si.
Forse sarebbe anche arrivato il momento di fare due pesi e due misure, perché il modo di vestirsi, soprattutto nel caso di un artista, è un modo per esprimere la propria personalità ed è un elemento integrante della performance.
È un problema italiano o internazionale?
Non si può certo negare che anche le popstar internazionali spesso siano state criticate per il loro modo di ”apparire”: il caso più recente è quello di Sabrina Carpenter, criticata sul The Sun dai produttori inglesi Mike Stock, Matt Aitken e Pete Waterman. Quest’ultimo, in particolare, ha dichiarato che
nell’industria musicale le ragazze si vestono così per portare i ragazzi sui loro siti
Non si è fatta di certo attendere la risposta della Carpenter, la quale ha sostenuto che le artiste donne sono sempre state vittime di shaming (basti pensare a Rihanna, Britney Spears e Madonna).

Sabrina, inoltre, ha affermato di essere semplicemente una ragazza sicura della sua sessualità e di non andare ai suoi concerti se non si riesce ad accettare questa cosa: insomma, una vera risposta a tono!
Cosa possiamo fare noi donne?
Dobbiamo essere realisti: le critiche rivolte al nostro modo di vestirsi o di porsi purtroppo non si placheranno. Ci saranno sempre un commento di cattivo gusto o osservazioni fuori luogo. Cosa fare quindi? Beh, fregarsene. Ognuno è padrone del proprio corpo ed è libero di esprimersi come meglio crede: ce ne faremo una ragione se a qualcuno questo concetto non entra bene in testa

