Settimana decisamente ricca di esplosioni questa. Colpi di Stato, proteste in giro per il mondo e bombe nella solitamente tranquilla Italia. Per non perdersi niente, c’è YPOSTA, la rubrica di Young Popular Opinion, che prova ad evitarvi attacchi di panico e a raccontarvi gli eventi più importanti della settimana in maniera semplice ed ironica (per quanto possibile). Speriamo di riuscirci (soprattutto per gli attacchi di panico). Potrete ricevere questo articolo direttamente sulla vostra casella postale tramite una newsletter, che verrà inviata ogni domenica. Per riceverla direttamente, basta inserire la vostra mail qui.
Generazione Z in rivolta
Madagascar in rivolta
Settimana di grossi cambiamenti in Madagascar. Tutto è cominciato alcune settimane fa, a causa di partecipate proteste, organizzate e dirette per lo più da giovani. Come in Nepal ed in Marocco, anche in Madagascar la generazione Z, dietro il simbolo di OnePiece, è scesa in piazza per protestare contro il presidente Rajoelina e il suo governo. I malgasci hanno motivi decisamente validi per essere contrariati. Nel paese vi sono frequenti interruzioni dei servizi di base (acqua/elettricità), e l’80% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. La situazione però è sfuggita di mano ai giovani, finendo nelle mani dei militari.

Chi di CAPSAT ferisce, di CAPSAT…
Martedì infatti il colonnello Michael Randrianirina, capo dell’unità speciale CAPSAT, ha comunicato di aver rimosso il Presidente e d’aver preso il potere. Situazione piuttosto buffa in quanto lo stesso CAPSAT, nel 2009, aveva permesso a Rajoelina di prendere il potere (naturalmente sempre con un colpo di stato). Rajoelina è scappato su un aereo francese (non c’è nulla da fare, quando ci sono eventi spiacevoli la Francia più o meno c’è sempre), lasciando il paese in balia dei militari. Il nuovo presidente Randrianirina ha promesso che il suo sarà un governo provvisorio, che condurrà il paese alle elezioni nei prossimi due anni. Ma diciamoci la verità, nessuno ci crede. È più probabile che questo governo provvisorio sarà poco provvisorio e decisamente meno tollerante di quello precedente, come spesso accade quando i militari sono al potere.
Ciò che è accaduto in Madagascar è la plastica rappresentazione di cosa può andare storto durante le proteste spontanee. Difatti quando le proteste vanno così bene da mettere in crisi le istituzioni di quel paese, si crea un vuoto di potere. Come nella vita però, anche nella politica i vuoti si riempiono. Ed allora per riempire quel vuoto è necessario essere organizzati ed avere un piano. Le proteste spontanee però sono tali perché dietro non c’è una regia, tantomeno un piano. Ed è allora che entrano in gioco i militari, che a quel punto hanno vita facile a prendere il potere, instaurando un governo militare.
Perù in rivolta
Anche il Perù ha vissuto una settimana molto intensa. Infatti il passaggio di potere dall’odiata presidente Boluarte a José Jerí (sino a qualche giorno fa Presidente del parlamento) non è stato pacifico, anzi. In settimana la capitale Lima è stata scossa da violente proteste, che hanno causato un morto ed oltre 100 feriti. I peruviani non credono che Jerì sia in grado di mettere un argine alla criminalità, alla corruzione e alla povertà che affliggono il paese. Per riprendere in mano la situazione, il governo ha annunciato che dichiarerà lo stato di emergenza. Chissà se sarà sufficiente.
Italia tra conti ed esplosioni
Anche la tranquilla Italia ha vissuto una settimana esplosiva. Letteralmente. Martedì l’assurda storia dei 3 carabinieri morti a Verona, mentre erano impegnati in un’ispezione di un immobile in vista di un eventuale sgombero. Venerdì l’esplosione sotto casa del giornalista Ranucci, che ha distrutto le sue auto. Per fortuna, non c’è scappato il morto. Ma che paura, per lui e per tutta la categoria.
Natale si avvicina, è tempo di propositi
Parlando sempre di Italia, sì, ci siamo. È arrivato quel periodo dell’anno lì, in cui la politica parla ossessivamente della legge di bilancio (e la musica non cambierà fino a Natale). Ma non c’è da preoccuparsi o esaltarsi, anzi. La legge di bilancio annunciata dal governo infatti è modesta. Si muovono pochi soldi, meno di 20 mld €, con cui ci si occupa un po’ di welfare e molto poco di crescita. Ad onor del vero non è che si potesse fare molto altro. Visti i debiti che ci siamo fatti col super bonus, proprio non possiamo permetterci di spendere e spandere. Qui la sintesi.
Naturalmente non è finita qui. Perché per ora siamo solo agli annunci. La legge dovrà fare un giro alla camera dei deputati ed un giro al Senato, ed alcune cose cambieranno. Probabilmente in peggio. Ma avremo modo di riparlarne.
Regionali, la saga continua
Continuiamo con le elezioni regionali (la risposta italiana alle midterm elections americane) che, di settimana in settimana, ci conducono lungo il nostro bel paese. Domenica scorsa è stato il turno della “rossa” Toscana, dove tutto è andato come previsto. A vincere è stato il mite e moderato Giani (PD), ma un paio di cose interessanti pure ci sono state. Schlein riesce a perdere anche quando vince. Infatti la segreteria del PD prosegue imperterrita la sua alleanza col M5S (il famoso campo largo), anche quando non ce ne sarebbe bisogno (Giani infatti avrebbe tranquillamente vinto anche senza il M5S) e quando il campo largo porta più problemi che voti (la Schlein ha fatto alcune, assolutamente inutili, concessioni ai grillini). Da segnalare anche il tragico risultato della Lega. Ci sta perdere in una regione storicamente di sinistra come la Toscana. Ma per fare così male bisogna mettersi proprio d’impegno.
E la premiata ditta Salvini/Vannacci non si è risparmiata. Il generale ha preso in mano l’intera campagna elettorale, teleguidandola dall’alto. Ha fatto fuori i militanti locali, ha paracadutato alcuni esponenti che nulla avevano a che fare col territorio ed ha concentrato completamente l’attenzione su se stesso, attraverso comizi (quasi sempre a Firenze), in cui i riferimenti nostalgici ed identitari si sprecavano. Il risultato è stato disastroso. Ora i due capi popolo, Salvini-Vannacci, tra l’altro col secondo che vuole togliere il trono al primo, devono fronteggiare l’attacco di Zaia & Co. intenzionati a cacciarli, per riprendere il controllo del partito e riportarlo alle origini. Insomma nella Lega si affilano i coltelli in vista dell’appuntamento in Veneto.

La Francia rilancia
Nella serratissima sfida con la realtà, la Francia non molla e rilancia. In settimana infatti il Primo Ministro, Lecornu, glorioso successore di se stesso, per sopravvivere alla doppia mozione di sfiducia targate La France insoumise e Rassemblement National (fascisti e comunisti sono molto più simili di quanto si possa pensare), si è genuflesso ai socialisti. Ha accettato infatti di posticipare la riforma delle pensioni (cavallo di battaglia di Macron), e di far passare la legge di bilancio attraverso le forche caudine dell’Assemblea Nazionale. In pratica il sogno di Macron di porre un argine al debito francese rimarrà nel cassetto. Quindi la Francia, per uscire dalla grottesca crisi politica in cui si era infilata, ha scelto di aggravare la sua già delicata situazione economica. Ma prima o poi bisognerà fare i conti. E quando quel momento arriverà, perché tanto arriverà, sarà molto doloroso.
Anche per questa settimana è tutto. Se volete rimanere in contatto con noi, possiamo continuare a “vederci” su questa newsletter, basta iscriversi inserendo qui la vostra mail. Buona domenica!

