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Eutanasia legale: la Toscana è la prima regione ad approvare la legge 

Dopo anni di lotte il Consiglio regionale della Toscana ha finalmente approvato la legge sul fine vita per garantire ai malati tempi e modalità per l’accesso al suicidio medicalmente assistito.

I due filoni dell’eutanasia nella bioetica: laicità e cattolicesimo 

Il Consiglio regionale ha approvato ieri 12 Febbraio la legge di iniziativa popolare portata avanti dall’Associazione Luca Coscioni, che ha tirato un piccolo sospiro di sollievo per il traguardo raggiunto e a lungo agognato. 

L’eutanasia da sempre è terreno fertile per discussioni e polarizzazioni politiche, nonché uno dei temi più a lungo trattati nella bioetica nazionale, con le opinioni del Comitato Nazionale di Etica e Bioetica che guida la politica nelle decisioni inerenti alle questioni bioetiche, ed internazionale. Infatti, a scontrarsi con la libertà del malato di decidere di porre fine alle proprie sofferenze (ricordiamo trattarsi di malattie generalmente incurabili, degenerative e irreversibili) è una concezione cattolica della vita, da proteggere e rispettare a tutti i costi. 

Il dibattito cattolico bioetico, inoltre, riflette delle concezioni filosofiche che fanno appello alla morale e all’atteggiamento cattolico nei riguardi del mondo, considerando la possibilità di disporre della propria vita o di quella altrui attribuita unicamente a Dio. 

È questo il motivo per cui l’associazione Pro Vita sostiene che il Consiglio abbia approvato “una legge barbara e disumana”, reputandola incostituzionale e invita il governo a fare ricorso. 

Tipico manifesto dell’associazione Pro Vita.

Ma in cosa consiste esattamente questa legge? 

L’Associazione Coscioni ha depositato lo scorso Marzo, con oltre diecimila firme, la legge Liberi subito, e già in quindici regioni l’hanno affrontata, alcune in cui è stata bloccata prima dell’iter in aula. 

La legge ha subito qualche modifica dall’assemblea toscana in modo tale da ottenere una norma con carattere procedimentale che potesse dettare tempi e modi dell’attuazione del suicidio assistito sulla base di quanto stabilito dalle sentenze della Corte costituzionale.

Il testo prescrive che la procedura per la verifica dei requisiti del malato da parte della commissione si debba concludere entro venti giorni dal ricevimento dell’istanza.

In caso di esito positivo, si procede all’approvazione o alla definizione delle modalità di attuazione del suicidio medicalmente assistito entro dieci giorni, ed entro altri sette giorni l’azienda sanitaria assicura il supporto tecnico, farmacologico e sanitario per l’assunzione del farmaco. La norma inoltre stabilisce che tali prestazioni siano gratuite. 

Questa chiara definizione dei tempi e delle modalità con cui ricorrere al fine vita, permette di ottimizzare i tempi per la procedura e di alleviare la sofferenza del malato che ne fa richiesta. 

Tutti possono avere accesso all’eutanasia?

È importante ricordare inoltre che ci sono requisiti ben specifici per ricorrere all’eutanasia, dal sito dell’Associazione Luca Coscioni: la persona che ne fa richiesta deve essere pienamente capace di intendere e volere, deve avere una patologia irreversibile portatrice di gravi sofferenze fisiche o psichiche, e deve sopravvivere grazie a trattamenti di sostegno vitale.

Questo evita il ricorso del suicidio medicalmente assistito a persone con patologie depressive o che non sono in grado di esprimere il loro consenso, chiarendo uno dei terreni più controversi dell’accesso all’eutanasia.

Cosa definisce la vita “degna di essere vissuta”?

Dunque, si apre un lecito dibattito anche in merito a tutto ciò che riguarda l’attribuzione e la conduzione di un’esistenza dignitosa. Vivere in stato vegetativo, privato di tutto ciò che generalmente rende la vita tale e degna di essere vissuta, può essere una condizione in grado di generare grande disagio psicologico nel malato. 

D’altro canto, la bioetica cattolica porta avanti il rispetto della vita, a prescindere da come questa è condotta.

In un’epoca in cui gli esseri umani giocano sempre di più a fare Dio con la scienza e la tecnologia, l’eutanasia legale può rappresentare un passo in avanti o l’ennesimo abuso di potere della scienza? 

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