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F1: Verstappen vince il GP di Baku

Verstappen vince il GP di F1 di Baku. Russell e Sainz completano il podio. Gara bella, come spesso accade in quel di Baku. Certo dopo le incredibili qualifiche di ieri (durate più della stessa gara e con bandiere di tutti i colori sventolate continuamente che neppure al pride LGBTQ), forse ci si aspettava qualcosa di più. Ma ci siamo divertiti lo stesso, grazie a duelli sparsi lungo tutto il circuito per l’intera durata della gara, trenini drs e tentativi di sorpasso piuttosto ambiziosi.

Podio di Baku Formula uno Verstappen primo vince
Il podio di Baku

Verstappen in striscia

La gara dominata di oggi qualcosa ci dice su Verstappen. Ma sono le qualifiche a raccontarci tutto il resto. Ieri il caos ha regnato sovrano: bandiere come se piovesse, pista ghiacciata, piloti a muro che neppure al luna park, ed alla fine il solo che riesce a mettere tutto assieme ed a fare la pole è lui, Max Verstappen. Non caso il campione del mondo. Questo fenomeno generazionale è talmente forte da fare sembrare tutti gli altri piloti scemi. E gli altri scemi non sono. Ma la differenza c’è, e si vede tutta più o meno ogni domenica. Nonostante abbia preso la solita mezza pista da Max, oggi anche Yukino sugli scudi. Chiude sesto, dopo aver lottato come un leone per tutta la gara ed alla fine riesce a tenere dietro il sonnecchiante Norris. Sicuramente anche gli aggiornamenti alla vettura portati dai bibitari lo stanno aiutando molto. Certo ad oggi faccio fatica a vederlo in Red bull il prossimo anno, ma chissà. Magari con un finale di stagione un versione samurai arriva la riconferma. Parlando di tori e bibite, non possiamo non soffermarci su Lawson. Ad inizio stagione su Red bull sembrava una pippa. Silurato da Marko, con l’usuale delicatezza, il ragazzo, nel team satellite, sta facendo i numeri. Anche oggi gara di altissimo livello, tiene dietro gente come Russell, Leclerc e Norris e si toglie altri sassolini dalle scarpe.

F1 costruttori, scatto Mercedes

Gara solida, solidissima per i crucchi. Russell secondo, grazie ad un primo stint da manuale. Non appena si è liberato delle vetture davanti ha cominciato a prestare come un fabbro. Antonelli quarto, con un weekend finalmente pulito e veloce. Era proprio quello che gli serviva, Mercedes era partita abbastanza male. Ma un’avvitata di chiave qui, ed una botta di trapano lì, e la macchina oggi andava che era una meraviglia. Il freddo ha certamente aiutato una vettura che di solito ha l’insolazione facile. In ogni caso weekend ottimo e secondo posto nei costruttori conquistato a scapito di una desolante Ferrari.

A Baku si rivede lo Smooth operator

Questo podio ci voleva proprio per Carlos, lo smooth operator. Terzo posto splendido in una stagione complicatissima, passata a fare a sportellate in coda al gruppo e a prendere sonore batoste dal compagno di squadra Albon (weekend da dimenticare subito per Alex). Gran lavoro anche di Williams che, dopo aver sfornato la migliore vettura da un po’ di anni a questa parte, un podio lo meritava proprio.

Papaya disastrose a Baku

Weekend nero in casa McLaren. Ed era da un po’ che non capitava. La vettura non era la solita astronave ed i piloti ci hanno aggiunto il carico da 90. Piastri a Baku probabilmente ha mandato il gemello scarso, sennò non si spiega. Oscar dal venerdì non ne ha azzeccata una. In difficoltà in prova, a muro in qualifica, imbambolato in partenza e dopo 4 curve di nuovo contro il muro. Insomma l’australiano non sbaglia mai, ma quando sbaglia lo fa sul serio. Per sua fortuna anche Norris ha avuto un weekend molto complicato, in cui ha dimostrato, forse, di non valere ancora un campionato del mondo. Perché quando il tuo rivale, di solito impeccabile, incappa in un weekend nero, tu devi approfittarne. Lui invece, dopo delle qualifiche a rallentatore, in gara ha fatto l’ectoplasma. E così i mondiali non si vincono mai, neppure se guidi un astronave. Poi certo non è stata tutta “colpa” sua. Come abbiamo già scritto, la McLaren oggi non era la solita astronave. Però il grande campione c’è sempre, e sfrutta ogni occasione. Anche quando non è giornata oppure ci si ritrova a guidare un trattore. Se invece si va forte solamente quando la vettura va forte, allora non si è un pilota, ma solo un passeggero.

Piastri abbandona la gara Baku
Piastri abbandona anzitempo la gara

Desolazione Ferrari

Si era arrivati a Baku pensando che fosse l’occasione giusta per la prima vittoria della stagione. E questo ci dice molto sulla confusione che regna in Ferrari. Il venerdì le rosse partono a razzo, e la domenica finiscono a ca**o. Ma non è una novità, anzi. Ormai sembra essere il light motiv di una stagione davvero complicata. Le due rosse dal sabato non ne imbroccano una. Qualifiche da film dell’orrore ed una gara lenta lentissima, aggrappate al trenino di Lawson e Tsunoda. Ora per vincere rimane solo Singapore (a meno di miracoli), dove si andrà tra due settimane. Ma visto l’andazzo, scommetterei su qualcun altro.

Classifica gara finale Formula Uno Baku Verstappen primo
La classifica finale della gara

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