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La morte di Diogo Jota devasta il mondo del calcio e non solo

Nella notte tra il 2 e il 3 luglio il calciatore del Liverpool Diogo Jota ha perso tragicamente la vita in un incidente stradale che, purtroppo, ha coinvolto anche il fratello André.

I due stavano sulla superstrada a bordo di una Lamborghini Urus, finita in una scarpata in seguito allo scoppio di uno pneumatico: il veicolo è rimasto carbonizzato.

La morte di Diogo Jota è tragica, fa male non solo per la giovane età dell’attaccante portoghese, ma anche perché Diogo era papà di tre bambini piccoli e da poco (appena dieci giorni) aveva sposato Rute Cardoso, che amava dai tempi del liceo.

Le reazioni alla morte di Diogo Jota

Tra gli innumerevoli messaggi scritti sui social per la morte di Diogo Jota c’è quello di Klopp, l’allenatore che portò Diogo al Liverpool:

Questo è un momento in cui faccio fatica a dire qualcosa. Deve esserci uno scopo più grande, ma io non lo vedo. Diogo è stato non solo un giocatore fantastico, ma anche un grande amico, un marito e un padre amorevole e premuroso. Ci mancherà tantissimo.

Non è mancato il messaggio di cordoglio di Cristiano Ronaldo, suo compagno della nazionale:

”Tutto questo non ha senso. Eravamo insieme in nazionale, ti eri appena sposato. Alla tua famiglia, a tua moglie e ai tuoi figli mando i miei pensieri e auguro loro tutta la forza del mondo”

Assurdo pensare a come la vita possa darti tanto e poi portare via tutto in un attimo: Diogo Jota aveva vinto la Premier League con il Liverpool, la Nations League con il Portogallo e aveva appena coronato il suo sogno d’amore. Una favola, per la quale non ci saremmo mai aspettati un epilogo del genere

Il Liverpool decide di ritirare la numero 20

Il club dei Reds, in seguito al tragico evento che li ha colpiti, ha deciso di ritirare la maglia col numero 20 in segno di rispetto nei confronti del loro attaccante: adesso quel numero sarà sempre legato a Diogo Jota, scomparso troppo presto. Spesso siamo abituati a vedere i calciatori come degli esseri invincibili e così distanti da noi anche se la verità è un’altra, ora sempre più evidente: la morte non guarda in faccia a nessuno, nemmeno a loro. È già successo più e più volte che un giocatore perdesse la vita, chi per problemi di salute inaspettati, chi per incidenti. Ci sarà mai veramente una fine a tutto questo?

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