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L’innovazione di Baby Reindeer

“Succedono tutte a me“: è una frase che sicuramente avete detto almeno una volta, magari mentre vi trovavate con una ruota bucata sotto la pioggia. È vero, infatti, che a volte sembra che l’universo si diverta a fare il tiro al bersaglio con noi. Di solito, diamo la colpa al karma, al destino, a Dio, o alla sfortuna, ma siamo sicuri che sia proprio così? Ce lo spiega Baby Reindeer.

Baby Reindeer: allarme spoiler!

Nelle ultime settimane, il mondo è impazzito per una serie che ha incollato milioni di persone agli schermi: Baby Reindeer. Racconta la storia di Donny, un barista squattrinato con un sogno nel cassetto, costretto a fare un lavoro che non sopporta – sì, lo so, sembra la biografia non autorizzata di molti di noi –. La particolarità che rende Donny il protagonista è l’essere vittima di una stalker particolarmente insistente. Anche se, con questa premessa, potrebbe sembrare una storia già vista, ciò che la rende innovativa è la rappresentazione della vittima.

Durante la visione delle puntate, spesso ci viene naturale biasimare Donny, quasi puntandogli il dito contro per il modo in cui si comporta con i suoi aguzzini: prima Darrien, poi Martha. A volte sembra quasi che sia lui stesso a voler perpetuare quelle dinamiche di abuso che subisce, alimentando la concezione del “te la sei cercata“. Tuttavia, la serie ci mette davanti, in maniera illuminante, a una verità innegabile: non esiste la vittima perfetta.

Cosa spinge una vittima verso il proprio aguzzino?

Ci si chiede spesso: “Perché Donny continua a tornare da Darrien?” o “Perché non riesce a liberarsi di Martha?“. La risposta è tutt’altro che semplice.

In psicologia, questo fenomeno è noto come legame traumatico, una forma di dipendenza emotiva che si sviluppa in contesti di abusi, violenza e squilibri di potere. Questa relazione si caratterizza per una connessione emotiva intensa, distorsioni cognitive e comportamenti che, paradossalmente, rafforzano e perpetuano il legame, alimentando un ciclo di violenza. Questo legame si crea quando abuso e amore provengono dalla stessa persona, instaurando la dinamica del “mi fai male ma ho bisogno di te“.

Nel caso di Donny, aveva bisogno di Martha perché, nonostante il dolore che gli infliggeva, lei lo vedeva nel modo in cui lui desiderava essere visto, soddisfacendo così, anche se in maniera disfunzionale, i suoi bisogni emotivi.

Ma perché Donny è caduto così facilmente vittima di Martha?

Torniamo qui alla questione iniziale. La dinamica per cui un individuo già vittima di violenza in passato sia più predisposto a subire nuovamente abusi non ha nulla a che fare con il “caso” o la “sfortuna”. Secondo studi psicologici, Donny ha una probabilità significativamente maggiore di subire ulteriori abusi rispetto a chi non ha mai sperimentato tali traumi. Questo fenomeno è legato alla tendenza delle vittime a interiorizzare la colpa e la vergogna, sviluppando una percezione di sé stessi come difettosi o inferiori.

Tale auto-percezione distorta li porta a credere di meritare il maltrattamento e di non poter ottenere amore attraverso modalità alternative mettendo in atto le solite modalità. In “psicologichese” possiamo parlare di “coazione a ripetere“, ovvero, la tendenza a ripetere esperienze passate, anche se non positive, come se ci si sentisse attratti o condizionati da esse. Immagina la coazione a ripetere come un vecchio vinile graffiato che continua a riprodurre la stessa canzone, anche se vorresti tanto sentire qualcosa di nuovo.

In definitiva

L’originalità di Baby Reindeer sta nel non mostrarci la spettacolarizzazione del criminale in sé quanto piuttosto le sfumature dietro al comportamento della vittima, invitandoci a riflettere, con un po’ di amara ironia, sulla complessità della vittimizzazione e sulla necessità di guardare oltre le apparenze per comprendere veramente le dinamiche che legano vittima e aguzzino.

Se pensate di soffrire per questa o altre situazioni che vi creano malessere rivolgetevi a professionisti competenti e chiedete aiuto. Abbiate cura di voi!

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