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Pane, amore e Catcalling

“Ciao bella, dove vai tutta sola?”: vi è mai capitato di sentirvi dire questa frase, o qualcosa del genere, mentre stavate tranquillamente camminando per i fatti vostri? La risposta, secondo recenti studi statistici, è “si” per l’84% delle donne italiane.

Le molestie di strada, infatti, sono una delle tipologie più diffuse e più largamente in espansione di tutte. È come se i catcallers pensassero che il mondo sia un grande palcoscenico e tu, senza volerlo, sia la protagonista di una commedia improvvisata.

Immagina di essere in una biblioteca silenziosa e concentrata sulla tua lettura quando, all’improvviso, un tizio decide di gridare a tutti che hai una “lettura fantastica”. Non hai chiesto una recensione ma lui è convinto che tu debba sapere quanto è impressionato dalla tua scelta. Questo è il catcalling.

Cat che?

Il termine catcalling, che abbiamo gentilmente preso in prestito dagli amici inglesi, probabilmente perché più edulcorato del nostro “pappagallismo” (sì, è così che si chiama in Italia), risale al XVII secolo. Non perché i lord seicenteschi fossero soliti appellare le damigelle per strada con vezzeggiativi poco carini; o magari lo facevano ma non è questo il motivo. Il termine deriva dal nome di uno strumento che si usava a teatro per fischiare spettacoli sgraditi e che emetteva un suono che ricordava il rumore stridulo del miagolio.

Il catcalling può variare da commenti “lusinghieri” ma sgraditi a osservazioni sessualmente esplicite e volgari. Coloro i quali ci deliziano con tali commenti inopportuni, spesso, non considerano le reazioni delle persone a cui è diretto, e ciò può contribuire a creare un ambiente ostile o intimidatorio.

Questi atti sono spesso sgraditi e possono far sentire la persona oggetto di tali commenti umiliata, offesa o minacciata.

Solitamente queste molestie vengono messe in atto da parte degli uomini nei confronti delle donne ma ciò non lo confina necessariamente al rapporto uomo-donna o alle relazioni eterosessuali.

Perché il Catcalling è sbagliato?

Ciò che deriva dall’essere presa di mira da fischi e apprezzamenti è il contribuire a saldare una cultura di sessismo e dislivello di potere in cui la parte più vulnerabile sarà sempre alla mercé di quella dominante.

La frustrazione e la vergogna possono essere le principali conseguenze del fenomeno, insieme all’impotenza e al senso di colpa per non essere riuscite a reagire. In molti casi, come avviene spesso per tante violenze di genere si manifesta la cosiddetta vittimizzazione secondaria.

La vittima viene colpevolizzata per aver attirato determinati commenti o in alcuni casi, ancor peggio, viene biasimata perché “erano solo complimenti”. Il catcalling concorre ad instaurare un ambiente tossico e sgradevole che sancisce ancor di più la sensazione di pericolo che sempre di più accompagna le donne sole per la strada.

Perché avviene il catcalling?

Come la maggior parte delle molestie sessuali il catcalling è una manifestazione di potere.

Ciò che più spesso avviene quando si parla di catcalling è la minimizzazione del fenomeno. “Sono solo complimenti, come sei permalosa”.

Ricevere “complimenti”, anche abbastanza spinti a volte, non richiesti e sgraditi dovrebbe essere lusinghiero e apprezzato secondo coloro i quali perpetrano e giustificano tali molestie. Studi sull’argomento hanno dimostrato che chi attua tali comportamenti si aspetta riconoscenza come effetto sortito.

Questo andamento dimostra quanto sia radicata e ben piantata l’oggettivazione sessuale della donna nell’immaginario comune. Quanto ci si senta legittimati ad esprimere qualsiasi tipo di commento sul corpo femminile.

Nel 2020, la dottoressa Del Greco ha condotto uno studio su 348 studenti americani di sesso maschile, analizzando le motivazioni dietro tali atti. Dall’indagine è emerso che il 78% di questi uomini ha ammesso di aver partecipato a molestie di strada. Le principali motivazioni indicate sono state il “flirtare” e l’”esprimere interesse sessuale”. Inoltre, l’87% degli uomini coinvolti ha dichiarato di aver agito con l’intento di ottenere risposte positive dalle donne, con la cordialità come reazione più ambita.

Lo studio ha rivelato che gli uomini che si dedicano al catcalling tendono a mostrare forti convinzioni sui ruoli di genere tradizionali, un alto grado di “mascolinità” o di dominanza sociale e atteggiamenti sessisti. Gli obiettivi più comuni che guidavano la messa in atto di tali comportamenti includevano la ricerca di affetto, piacere, inclusione e manipolazione.

Anche gli uomini possono essere catcallati ?

La risposta, chiaramente, è sì.

Tutti siamo papabili vittime della sgradevolezza e dell’arroganza. Sebbene in minoranza, anche gli uomini possono subire molestie di strada.

Anche nel caso degli uomini, però, i “carnefici”, nella maggior parte dei casi, sono altri uomini.

Gli uomini che subiscono catcalling possono provare sentimenti di disagio o fastidio. A volte, la reazione può essere meno visibile, ma non è meno reale. Il catcalling verso gli uomini può spesso avere motivazioni legate alla ricerca di approvazione, al gioco di potere o semplicemente alla voglia di provocare una reazione. In ogni caso, l’effetto è lo stesso: un’invasione dello spazio personale e una mancanza di rispetto verso la persona.

Questo, come tanti altri tipi di comportamenti molesti, contribuiscono a generare quella sensazione di pericolo e di non controllo sul proprio corpo che concorre nell’instaurare quel clima di rabbia e paura che aleggia intorno al corpo femminile.

Riconoscere e combattere queste forme di violenza aiuta a scardinare il senso di impotenza nei loro confronti.

Se pensi di essere vittima o di poter essere vittima di qualsiasi tipo di molestia sessuale o di violenza non aver paura di chiedere aiuto e rivolgiti a chi può aiutarti.

1522 è il numero antiviolenza e antistalking attivo 24/7.

Prendetevi cura di voi.

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