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Un referendum per dimezzare i tempi per richiedere la cittadinanza

Con l’obiettivo di raccogliere 500.000 firme entro il 30 settembre, e siamo già a quota 462.000, lo scopo principale di questo referendum è quello di dimezzare i tempi di richiesta della cittadinanza italiana, l’attuale legge infatti consente la richiesta dopo 10 anni, l’obiettivo del referendum è quello di ridurre questo tempo a cinque anni. 

Partiti, associazioni, attivisti, tutti mobilitati per equiparare le tempistiche di richiesta della cittadinanza a quelle della maggior parte dei paesi europei. 

Prima del 1992, il tempo per la richiesta era di 5 anni, dopodiché, con la legge del 5 febbraio numero 91 del 1992, con l’allora ministro degli esteri e presentatore del testo di legge, Giulio Andreotti, ha aumentato il tempo di richiesta 10 anni. 

Come funziona la legge sulla cittadinanza ad oggi? 

Ebbene, nonostante abbia 32 anni, l’attuale legge in vigore si basa sullo ius sanguinis, e cioè “legge del sangue,” e poggia su tre principi fondamentali: 

  • La cittadinanza viene ereditata alla nascita se uno dei propri genitori italiano.
  • Se figlio di due genitori stranieri, la cittadinanza può essere richiesta dopo i 18 anni soltanto se si è vissuti ininterrottamente in Italia. 
  • I cittadini maggiorenni stranieri, residenti in Italia, possono richiedere la cittadinanza dopo una residenza di almeno 10 anni (in caso di adozione però, le tempistiche di riducono a 5 ANNI). 

Sono requisiti fondamentali  anche il parlare correttamente l’italiano, avere una solida base economica, pagare le tasse ma soprattutto avere la fedina penale pulita.

Qual è quindi lo scopo di questo referendum sulla cittadinanza? 

Semplicemente, di abrogare parte delle disposizioni del testo di legge del 1992, di modo che il cittadino maggiorenne straniero possa richiedere la cittadinanza italiana dopo cinque anni e di conseguenza anche i suoi figli. 

Dunque, bisogna attendere il raggiungimento (anche se è cosa fatta) delle 500.000 firme di modo che si possa procedere con il referendum abrogativo.

La cittadinanza italiana, tanto ambita, ma cosa comporta? 

  1. L’acquisizione del diritto al voto.
  2. Possibilità di avere accesso ai pubblici concorsi.
  3. Possibilità di poter ottenere incarichi pubblici.
  4. Potersi muovere liberamente all’interno dell’Unione Europea.
  5. E non meno importante, la possibilità di poter partecipare ai programmi Erasmus. 

Abbiamo fatto menzione del referendum abrogativo, che cos’è e quanti tipi di referendum abbiamo in Italia?

Il referendum viene ad essere uno di quegli strumenti con cui il cittadino può partecipare alla vita politica del proprio paese, direttamente. 

La nostra costituzione contempla sei referendum, vi sono altri referendum sia provinciale che comunali disciplinati però da fonti sub-costituzionali. 

Il referendum abrogativo, previsto dall’articolo 75 della nostra costituzione, la possibilità ove vengano raggiunte 500.000 firme, oppure in alternativa su impulso di cinque consigli regionali, la possibilità di proporre all’intero elettorato attivo della nazione, la possibilità di abrogare parzialmente o interamente una legge o di un atto avente valore di legge.

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