Foto, case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale…ormai si trova davvero tutto su Vinted. Purtroppo quello che non volevamo sperimentare era la combo vintage e moleste. Come al solito al centro del mirino c’è anche Telegram. Leggi che ti spieghiamo cos’è successo (così puoi anche riconoscere casi di pericolo particolari).
Vinted: second hand, vintage e non solo (purtroppo)
La passione per il second hand e il vintage va sempre più di moda ma non è facile trovare pezzi unici. Vinted, azienda leader nel settore del ricondizionato, si occupa della vendita e dello scambio di vestiti e accessori. Pare che abbia un ruolo importante sul mercato dell’usato, in quanto mette a disposizione innumerevoli capi e marche di ogni tempo che vanno a ruba! Questa volta ha toppato, rischiando grosso. Chi credeva di poter svuotare il suo armadio nella maniera più veloce e sicura ha fatto dieci passi indietro :(
Lo scheletro nell’armadio Vinted sono le molestie
Un gran numero di utenti usa Vinted ossessivamente e l’ossessione è sempre un problema. Tutto ciò che va virale, una borsa, una macchinetta digitale, un disco o un vinile diventa automaticamente ricercatissimo sulla piattaforma dell’usato. Fin qui tutto bene, ognuno compra ciò che vuole. Il problema sorge quando ad andare virali non sono gli abiti ma anche le foto di chi li indossa. La chat di Vinted permette agli utenti di messaggiare e scambiare informazioni tra acquirenti e venditori sui prodotti selezionati. Le richieste di messaggi non riguardano solo semplici e innocui informazioni sui capi, alcune volte contengono complimenti fastidiosi e molesti. Allusioni poco carine a sfondo sessuale e richieste impertinenti. Nell’ultimo periodo numerosissimi utenti hanno denunciato il problema lamentando la mancata tutela dei dati personali. Questo li ha costretti inevitabilmente a prendere le distanze dalla piattaforma per autoproteggersi da alcune dinamiche illegali e sessiste.
Vinted, molestie, foto e Telgram: via all’inchiesta
Tutto è partito da un’indagine condotta in Germania che ha portato alla luce un lato molto oscuro di Vinted. La vendita degli articoli, in particolare di abbigliamento, avviene in modo efficace grazie al supporto di foto richieste dall’acquirente. Si è scoperto che alcune foto, scattate da giovani ragazze che provano i capi per mostrarne la vestibilità, non sempre sono rimaste private, anzi, sono state caricate senza alcun consenso in gruppi Telegram chiamati “Ragazze Vinted”. Si è creata una vera e propria community tra chi con una semplice e iniziale richiesta di informazioni riesce ad ottenere foto da mettere a disposizione di tutti quelli che vogliono provare un piacere visivo e non solo. Le vittime coinvolte lo hanno scoperto in seguito alla crescita dei loro profili Vinted invasi di richieste di messaggi e segui. Un impennamento insolito dei profili ha fatto nascere delle perplessità e un’inchiesta ha fatto venire tutto a galla.
Come ha rimediato la piattaforma?
Di chi è la colpa? Di chi si è sentito liberamente autorizzato a diffondere le immagini, violando la privacy delle persone coinvolte o della piattaforma che non ha tutelato abbastanza i suoi utenti? Intanto, Vinted per far fronte alle molestie da delle semplici foto, si è rimboccato le maniche assicurando la privacy degli amanti del vintage e bloccando i profili di chi usa l’app per scopi diversi dalla vendita e l’acquisto. L’ idea che si possa involontariamente mettere in pericolo la propria privacy spaventa molto, non si sa mai chi c’è dall’altra parte dello schermo e inoltre non bisogna mai abbassare la guardia! A quanto pare, anche negli armadi di Vinted ci sono molti scheletri ed e meglio combatterli.

