La stagione autunnale, per il novembre 2023, vedrà mandare in onda la nona edizione di Ciao Darwin, condotto da Paolo Bonolis e dalla sua spalla, Luca Laurenti. Non si ricorda l’anno in cui questo programma approdò per la prima volta sulle reti televisive, ma probabilmente avevi appena comprato un cono gelato con 500 lire. E nonostante siano passati tanti anni, sono ancora molte le persone che continuano a guardare questo game show, divertendosi, e qualche volta anche prendendo spunti di riflessione, spesso proprio grazie a Bonolis. Tuttavia, è innegabile che sia un programma molto controverso, soprattutto oggigiorno in cui la battaglia del politically correct è sempre dietro l’angolo. Dobbiamo quindi gridare allo scandalo o prenderlo per quello che è: provocatorio e unicamente volto all’ilarità?
Geniale
Checché se ne dica, Ciao Darwin è uno dei pochi show televisivi che ha fidelizzato migliaia di spettatori, approdando addirittura anche all’estero. Ma cosa lo rende tanto geniale? È inutile rimarcare l’importanza di avere un presentatore come Bonolis a condurre programmi del genere. Ma effettivamente, qui si può trovare di tutto, senza giudizio o pregiudizio. La guerra fra fazioni non è altro che lo specchio spettacolarizzato della nostra società, reso però talmente paradossale da far si ridere, ma anche riflettere sul mondo che ci circonda. E per quel che concerne la nudità femminile e la sua conseguente oggettificazione, potremmo concludere con la seguente domanda: quale differenza intercorre tra questo e aprirsi OnlyFans?
Orrendo
È uno dei programmi più demenziali che esistano sulla faccia della terra, che non contribuisce all’arricchimento personale, ma solo a rimarcare ancora una volta quanto siamo rovinati: è sconfortante vedere quanta gente idiota c’è in giro, e dovrebbe essere immediatamente cancellato. Anche perché, come lo stesso Darwin diceva, siamo in continua lotta per la sopravvivenza, e un programma simile che porta il suo nome non fa che affondare tutto ciò in cui lui credeva e studiava. Anche vedere i morti di figa in prima serata, coi tempi che corrono, non è una cosa saggia da riprendere con una videocamera. Siamo ancora troppo indietro, mentalmente, per permetterci questo umorismo becero.

