Russell, su Mercedes, vince il Gran Premio di F1 del Canada, male le Ferrari. Secondo il campione del mondo in carica Verstappen, e a completare il podio, l’altro pilota Mercedes, l’italiano Kimi Antonelli. McLaren giù dal podio, prima volta in stagione, causa vettura non in formato astronave e scontro fratricida sul finale. Probabilmente è questo l’aspetto più interessante del Gran Premio del Canada, meno spettacolare del solito, ma comunque divertente. Ancora una volta, infatti, la scelta aggressiva sulle gomme di Pirelli ha costretto i team alla doppia sosta. Ciò ha portato ad una gara tiratissima, a doppia sosta, con tutti i piloti vicinissimi e al botto finale tra le due papaya.

Mercedes torna ai vecchi fasti in Canada
Era da inizio anno che lo scrivevamo. Date una macchina a Russell, e ci regalerà grandi cose. Detto fatto. In Canada Mercedes trova velocità, cosa che aveva già mostrato nelle gare precedenti, e soprattutto passo gara, che invece era sempre mancato, nonostante le alte temperature. Russell fa una gara pressoché perfetta e si porta a casa una vittoria super meritata. Non solo per la superiorità mostrata oggi, ma per una stagione, fin qui, al limite della perfezione. Bravo anche Antonelli. Dopo alcune gare no, l’italiano è autore di un weekend di altissimo livello. Finisce terzo, sempre attaccato ai primissimi, grazie ad un’ottima qualifica il sabato, ad una bella manovra in partenza ed ad un passo gara molto simile a quello del compagno di squadra, nonostante non abbia mai corso su questo tracciato.
La lotta per il mondiale di F1
Verstappen, secondo, è la solita carogna. Nonostante il trattore trita gomme che si ritrova, il drago Max è sempre lì a lottare coi primi, e alla fine si porta a casa tanti punti per tenere aperto un mondiale che, dopo Barcellona, sembrava chiuso. Discorso diverso per i papaya. Arrivavano da Barcellona carichi a pallettoni, e di aggiornamenti che avrebbero dovuto rendere più veloce la loro già veloce vettura. Invece per la McLaren il Canada è stato qualcosa di molto simile ad un brusco risveglio. La loro netta superiorità è scomparsa, e si sono ritrovati a lottare nel fango con gli altri top team. Ed i risultati non sono stati brillanti. Gara davvero piatta per Piastri, mentre la rimonta di Norris si è schiantata, letteralmente, contro il compagno di squadra sul finale di gara. Non c’è da stupirsi. Va a finire sempre così tra due piloti, dello stesso team, che si giocano il mondiale. Sarà interessante vedere come McLaren gestirà la rivalità, e se la scarsa competitività è stato un incidente di percorso, o se è qualcosa di più serio.

Agonia Ferrari
Per la Ferrari, tolti i due “quasi” buoni stint di Leclerc con gomma dura, tutto il resto è da buttare. Dall’incidente di Leclerc nelle FP1 (roba da rookie), alle qualifiche disastrose, passando per un Hamilton sempre più disperso, il weekend della rossa è stato straziante, come l’intero inizio di stagione. La vettura non è competitiva, inutile prendersi in giro. Consuma gli pneumatici come la Red Bull, e va veloce come la Mercedes (prima del Canada). Ogni volta che si è provato qualcosa di più aggressivo, tipo ridurre l’altezza, è arrivata la squalifica o prestazioni persino peggiori. Bisognerebbe cambiare molte cose, ma i tecnici Ferrari, più confusi di un italiano alle prese col montaggio di un mobile Ikea, non sanno neppure da dove cominciare. Se va bene, in questa stagione vinceremo un gran premio o forse due. Per il mondiale, ripassare il prossimo anno.

Il Canada per quelli dietro
Alcune cose piuttosto interessanti dietro. Dopo una qualifica sontuosa, Alonso fa una gara di alto livello, piazzandosi dietro i top team. Hulkenberg, dopo Barcellona, ancora sugli scudi. Chiude con un bellissimo 8 posto e tanti punti per una Sauber che, dopo un inizio anno disastroso, si sta togliendo delle belle soddisfazioni. Bene le Haas, ancora a punti con Ocon, e con Bearman undicesimo. Male invece le Williams, in buona compagnia con le Alpine ed un sempre più disperato Tsunoda.
Breve pausa ora per la F1. Ci si rivede tra un paio di settimane a casa dei bibitari.

