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Intelligenza Artificiale a scuola: opportunità o pericolo?

L’Intelligenza Artificiale, soprattutto negli ultimi anni, si sta pian piano inserendo in tutti quegli aspetti che normalmente interessano la quotidianità di ogni essere umano. Ultimo in ordine di tempo, il nostro tanto amato (ma anche no) sistema scolastico. Ma fino a che punto queste introduzioni possono essere sane, e quanto invece c’è il rischio ci rendano succubi?

Opportunità

Come ogni innovazione che si rispetti, lo scetticismo iniziale è prassi. In questo caso specifico però l’utilizzo di ChatGPT e company potrebbe rappresentare una svolta importante per un sistema scolastico talmente vecchio che farebbe rabbrividire anche quelle povere anime dei dinosauri, se solo potessero parlare. A confermare il fatto che queste IA possano essere effettivamente utili per una preparazione didattica più completa, il Majorana di Brindisi e l’Istituto comprensivo III di Modena sono tra le scuole selezionate da un progetto Ocse proprio nell’ambito dell’adozione di queste macchine intelligenti. In ogni caso un utilizzo oculato di tali tecnologie potrebbe sicuramente facilitare il lavoro ai nostri studenti, riducendo magari drasticamente i tempi per un approfondimento e facilitando le capacità di problem solving in situazioni d’emergenza, cercando gli elementi giusti al momento giusto.

Pericolo

L’utilizzo delle Intelligenze Artificiali a scuola potrà sicuramente rappresentare un grosso rischio. Parliamo infatti di una macchina capace a momenti di sapere quanto volte andiamo in bagno e cosa dobbiamo dire per conquistare la nostra fidanzatina del cuore. Tutto ciò di fatto rappresenterebbe la sostituzione della nostra intelligenza (per i pochi dotati di tale gadget) e la perdita totale di autonomia, diventando progressivamente noi l’appendice della macchina. Se trasliamo il tutto nel nostro sistema scolastico, il tasso di rischio sale esponenzialmente e si potrebbe finire a dover consegnare diplomi e lauree direttamente a questi sistemi intelligenti. Il periodo degli studi è probabilmente il momento più formante della vita di un individuo, dove sbagliare è un diritto, e incontrare degli ostacoli un obbligo. Non vorremmo mai arrivare al punto di non riuscire più a distinguere il prodotto umano da quello di una ChatGPT qualunque. Magari come nel caso di questo articolo… chissà.

Cari lettori di YPO, e voi da che parte state?

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