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MTV chiude? Successi e insuccessi del musical channel

Negli ultimi giorni gira voce che MTV chiude i suoi canali, sarà vero o è una bufala? Facciamo un recappino del musical channel più famoso del mondo.

Partiamo dal principio…

MTV nasce il 1 agosto del 1981 negli Stati Uniti, a New York. Diventa in breve tempo il canale dei videoclip e rivoluziona il mondo musicale e il modo di percepire la musica in quanto per la prima volta la si ascolta e la si guarda dallo schermo. Fino a quel momento la musica apparteneva alla radio, mentre l’immagine alla televisione. MTV diventa l’anello di congiunzione tra musica e immagine e inaugura una stagione innovativa nel panorama culturale dell’audiovisione. Le menti del progetto sono Pittman, Freston, Garland e Sykes. Tra questi, Pittman aveva già provato – negli anni 70 – a sperimentare su alcuni canali dei programmi musicali ma solo nel 1981 la sua sperimentazione raggiunge la sua forma più geniale grazie alla collaborazione dei suoi colleghi.

Sullo schermo il video dell’allunaggio dell’Apollo 11 e una voce che annuncia il debutto di MTV che dice: “Ladies and gentelmen, rock and roll”. È l’inizio di un’era culturale che ha profondamente cambiato, nel corso del tempo, il mercato musicale e non solo.

L’allunaggio dell’Apollo 11 in stile MTV

La scelta di trasmettere la storica missione lunare non è del tutto casuale, anzi, l’idea era proprio quella di sondare un territorio inesplorato e accogliere il pubblico in una nuova dimensione spaziale. Tutto ha avuto origine così. La bandiera americana issata dagli astronauti sulla luna diventa il logo ufficiale di MTV. Subito dopo parte sulle note di Video Killed Radio Star dei The Buggles il primo videoclip del canale.

Anche la scelta del videoclip è tutt’altro che random, fa risuonare letteralmente un messaggio forte e chiaro nei confronti della radio, quasi come se volesse dirle di farsi da parte perché ormai MTV avrebbe preso il suo posto in quanto “Music Television”. Tuttavia, sono gli stessi conduttori, i Video Jockey su MTV, a chiarire al pubblico nascente il concept del nuovo canale: una rotazione musicale in stereo 24/7. Un inizio formidabile e una programmazione che alterna musica pop e rock, rubriche musicali e curiosità su artisti e band.

Tra alti e bassi

Sin dagli albori MTV riesce a conquistare una grande porzione di spettatori riscuotendo un enorme successo e si afferma come il canale musicale per eccellenza. Nonostante ciò, MTV vive alti e bassi a causa di una serie di criticità denunciate dagli stessi artisti.

Se consideriamo il contesto culturale della fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, in vetta alle classifiche americane ci sono moltissimi artisti neri che pur occupando i primi posti non vengono mai trasmessi su MTV. In questa circostanza, il dato risultante è che gli artisti bianchi sono preferiti rispetto ai neri e per questo il canale viene accusato di razzismo. Vengono meno, per la prima volta, all’inizio della sua storia, gli ideali di libertà e di inclusività sui quali era stato costruito il suo profilo.

L’idea iniziale di creare un canale giovane e musicale presenta dei limiti a cui il pubblico non resta indifferente. Sono soprattutto gli artisti a denunciare il fenomeno e tra questi Rick James, autore dell’iconica Super Freak. In alcune interviste televisive attacca apertamente MTV in seguito al rifiuto del canale di trasmettere la sua canzone, che tra l’altro è completamente aderente al target del programma. La decisione di escludere il brano e il suo videoclip dalla programmazione è discriminatoria. MTV si difende affermando che la sua rotazione musicale non prevede generi come il funk, il soul, il jazz e la musica nera di quel tempo.

Le giustificazioni però non reggono. Infatti, proprio in quegli anni, molti artisti neri hanno carriere già avviate nel mondo del pop e del rock e, nonostante questo, ignorati dal canale.

La vera svolta avviene grazie a Michael Jackson. MTV decide di escludere tra i videoclip anche la sua “Billie Jean”. In risposta, la CBS Records, casa discografica di Jackson, minaccia di ritirare tutti i suoi artisti e i loro brani musicali se MTV non manda in onda Billie Jean.

Dopo alcune pressioni MTV accetta e inizia una nuova stagione, quella dell’inclusività e soprattutto dei successi.

L’era del successo

MTV include anche artisti neri e inizia a cavalcare l’onda del successo. Dopo Billie Jean nel 1983, arriva sugli schermi Thriller, non un videoclip ma “il videoclip” che accresce in maniera esponenziale il successo commerciale del canale. L’inclusione apre il canale anche a nuovi generi come quelli sopracitati e l’hip-hop, l’R&B, il soul. Quindi di conseguenza anche a nuovi artisti come Prince, Madonna, le band Shalamar, S.O.S. e tanti altri.

In loop 24/7

Tutte queste novità creano un canale vario, colorato e vivace. Oggi potremmo definirla come una vetrina di tutto il mondo musicale. MTV diventa un fenomeno culturale perché la musica trasmessa produce degli effetti collaterali, si crea un mondo di ideali che si esprimono attraverso la musica e le sue forme. Una realtà cult che lega generazioni passate e presenti che imitano anche lo stile di vita degli artisti che diventano delle icone. Per i giovani del tempo è una finestra sempre aperta sulle tendenze di quegli anni, musicali e non.

Diventa col tempo anche un vero e proprio colosso economico che nel 1984 inizia a pensare in grande. Intanto nel 1985 la società Viacom acquista MTV.

Nello stesso anno inizia una competizione aperta con i Grammy Awards, l’evento musicale più importante al mondo che premia attraverso una giuria i migliori artisti. Con lo stesso obiettivo MTV lancia gli MTV Video Music Awards, un evento di premiazione per gli artisti e i videoclip più meritevoli. I due eventi si equiparano ma per MTV a votare è anche il pubblico. Nonostante il tentativo di imitazione, è impensabile affermare che il grammy abbia la stessa valenza del moonman. Sono due riconoscimenti diversi seppur entrambi appartenenti al mondo musicale.

Il successo deriva non solo dall’apertura a nuovi generi e nuovi artisti ma anche dall’aggiunta di alcuni programmi che si alternano alla musica. I videoclip continuano a rappresentare la percentuale dominante sul canale ma sono intramezzati qua e là da contenuti alternativi.

MTV in Italia

Durante questa lunga fase in cui ai videoclip si aggiungono i programmi, MTV arriva anche in Italia. Prima della nascita del canale ufficiale, la storia di MTV Italia procede per fasi. Nel 1995 il canale Tele+, su cui è trasmesso, stabilisce, in accordo con MTV Europa, una programmazione che va in onda 13 ore al giorno. Nel 1997 nasce MTV Italia che replica lo stesso concept di quello americano ma in italiano e trasmesso su Rete A. Solo nel 2001 Telecom Italia Media crea il canale ufficiale di MTV. Il canale smette di essere “ospite” di altre emittenti e crea una propria identità. Si arricchisce di programmi, cartoni, anime e tutto questo porta ad una segmentazione di MTV che approda anche su altre piattaforme. Ad esempio, agli inizi del 2000, Sky offre MTV Hits. Il risultato è un enorme canale suddiviso al suo interno.

La segmentazione rende la gestione difficile e inizia quindi un lento e graduale declino. Nel 2011 Sky compra l’azienda MTV, trasmette il canale sull’8 e successivamente trasforma MTV in tv8.

La ricchissima rosa di programmi del palinsesto di MTV provoca lo snaturamento dello stesso canale. Nato per la musica e per i giovani si ritrova a trattare di qualsiasi cosa e a perdere la sua vera essenza. Inoltre, riducendo la centralità musicale e i programmi che ruotano attorno alla musica smette di essere MTV. Lo stesso accade anche in America, il canale musicale diventa anche canale d’intrattenimento con l’aggiunta di reality show, serie, talk. La Viacom, madre adottiva di MTV si divide prima in due aziende e poi si riunisce in un unica che prende il nome di ViacomCBS che nel 2022 cambia nome in Paramount Global

È vero che MTV nasce come la “music television”, ma “television” sta sostanzialmente per videoclip sullo schermo e non alla tv in generale.

Le ragioni della crisi sono varie e non dipendono solo dalle scelte di chi ha gestito l’azienda. Ci sono ragioni esterne di natura economica e sociale. MTV nasce in un’epoca in cui si impone come la novità in assoluto e ottiene il successo che si merita. La digitalizzazione ha reso tutto a portata di mano e al pari delle nuove piattaforme MTV ha perso quella unicità. Quasi come un gioco di ruoli, MTV ai suoi albori prendeva per il culo la radio e ora rischia di perdersi in un mondo digitalizzato. La responsabilità non è delle nuove piattaforme ma probabilmente è di natura sociale e riguarda l’attitudine di questo mondo a quel genere di contenuti. Da tempo si è persa la capacità di guardare la musica, eppure i modi per farlo ci sono.

Oggi? I motivi del perché MTV chiude

Ad oggi MTV non è più quello di una volta. Ha preso per mano molte generazioni accompagnandole nel mondo della musica, della moda, della politica e ad oggi non è lo stesso. La notizia che circola prevede una chiusura di MTV fissata il 31 dicembre del 2025. Sarà vero? Non sorprenderebbe la chiusura del canale e per i veri appassionati sarebbe la ciliegina sulla torta per dichiarare ufficialmente la fine di un qualcosa che è già finito da tempo.

È stata proprio la Paramount Global ad annunciare la chiusura del canale in alcuni paesi. I primi a salutarla saranno Gran Bretagna e Irlanda seguiti di Francia, Germania, Polonia, Austria, Ungheria, Australia e Brasile. In questi paesi non saranno più trasmessi MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, Club MTV e MTV Live. In Italia sarà possibile, forse ancora per poco, guardare MTV su Sky e su NOW. Non è ancora ufficiale se chiuderà o se ci saranno dei cambiamenti ma è chiaro che la situazione è instabile. Neppure per l’America si sa cosa accadrà ma noi attenderemo i risvolti di questa era sperando che risorga.

Quindi alla domanda MTV chiude? La risposta è ni. Nei paesi elencati si, in Italia al momento no ma domani forse si.

Finché è durato è stato un successo.

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